available also in English


Dati

mondo

Dati sull’internet nel mondo
(hostcount)

A cura di Giancarlo Livraghi

Analisi aggiornate il 12 agosto 2009
(i dati più recenti sono di giugno)

Il prossimo aggiornamento
avverrà probabilmente
in marzo o aprile 2010


 
Questa analisi è aggiornata in base ai dati internazionali
del giugno 2007 pubblicati il 10 agosto 2008.

I dati dei periodi precedenti, a partire dall’agosto 1997,
sono stati pubblicati nei numeri

8  15  24  31  38  43  50  56  61  62  65
68  70  73  74  76  78  80  81  82  83

della rubrica Il mercante in rete

Per le analisi sull’Europa vedi
dati europei
 



Alcune annotazioni sul metodo

I dati di hostcount su scala mondiale pubblicati nell’appendice 1 di La coltivazione dell’internet e online nella rubrica Il mercante in rete sono basati sulle statistiche pubblicate dalla Internet Domain Survey. L’ultimo aggiornamento di quella serie è stato pubblicato il 30 luglio 2009 (i dati sono aggiornati a giugno 2009). In passato erano state usate, per verifica, anche altre fonti. Ma non sono più disponibili – oppure sono diventate così sporadiche e imprecise da non offrire aggiornamenti attendibili. Comunque la fonte qui usata è l’unica che permette un confronto storico coerente dal 1981 al 2009.

Per hostcount si intende un calcolo del numero di host internet, cioè di “indirizzi IP” permanenti e attivi, cioè di nodi connessi alla rete, suddivisi per paese. (Sono una cosa diversa dai domain) Non c’è una correlazione diretta fra il numero di host e il numero di persone collegate alla rete in ciascun paese; il dato di hostcount è un indice rilevante del livello di attività nell’uso dell’internet. Naturalmente l’appartenenza al paese dipende da dove è registrata la proprietà del domain e non dalla collocazione fisica del “server”. Alcuni operatori, anche in Italia, usano domain “americani” (classificati come .com o .org o .net) ma questo fenomeno non ha dimensioni tali da modificare in modo rilevante il significato dei dati e i termini di confronto fra i diversi paesi. Tuttavia nell’analisi dei dati sono stati introdotti alcuni correttivi per neutralizare l’effetto di questo fattore.

Nel secondo semestre del 2006 la verifica del numero di host internet registrava, per l’unica volta in trent’anni, una diminuzione rispetto al periodo precedente. Ma si trattava solo di una differenza nel metodo di rilevazione riguardante gli Stati Uniti. In realtà la rete, anche in quel periodo, continuava crescere in tutto il mondo, con un andamento analogo a quello che si era rilevato negli anni precedenti (e, in alcune aree, più veloce).


Crescita dell’internet in 29 anni

Questa è la crescita del numero di host internet dal 1981 al 2009 secondo le valutazioni della Domain Survey.

1981 – 213
1982 – 235
1983 – 562
1984 – 1.204
1985 – 1.961
1986 – 5.089
1987 – 28.174
1988 – 80.000
1989 – 159.000
1990 – 376.000
1991 – 727.000
1992 – 1.313.000
1993 – 2.217.000
1994 – 5.846.000
1995 – 14.352.000
1996 – 21.819.000
1997 – 29.760.000
1998 – 43.230.000
1999 – 72.398.000
2000 – 109.574.000
2001 – 147.345.000
2002 – 171.638.000
2003 – 233.101.000
2004 – 317.646.000
2005 – 394.992.000
2006 – 433.193.000
2007 – 541.677.000
2008 – 625.000.000
2009 – 720.000.000
 
Il dato 2009 è una “proiezione” basata sul hoscount del primo semestre


L’andamento negli ultimi 18 anni (fino al 2008) è riassunto in questo grafico.


Host internet 1991-2008
Numeri in milioni

hostcount
 
Il dato del 2006 è “ponderato” per correggere la differenza di calcolo nei dati “americani”

La linea in azzurro chiaro è una “proiezione” per il 2009


La crescita continua, ma è il risultato di molte diverse tendenze. Perciò è difficile definire una linea coerente di sviluppo.

In vari periodi c’erano stati tentativi di individuare un’immaginaria “crescita esponenziale” oppure una tendenza che somigliasse a una “curva logica” o “gaussiana” (vedi il La “campana di Gauss”).  Ma non c’è mai stato un andamento che confermasse quelle ipotesi. Da cinque o sei anni la crescita oscilla intorno a un percorso quasi “lineare” – con un’accelerazione nel 2004 seguita da uno sviluppo più costante e sempre molto veloce. I fatti confermano che questa evoluzione, influenzata da una varietà di fattori, non permette di tracciare proiezioni coerenti. (A questo proposito, può essere interessante un’analisi delle proiezioni fatte dieci anni fa rispetto ai risultati che si sono verificati in seguito).

Comunque la crescita continua a essere veloce. La dimensione complessiva delle attività nell’internet è decuplicata in dieci anni – ed è raddoppiata negli ultimi quattro.




Prima di proseguire con l’analisi basata sul numero di host internet, vediamo brevemente un altro dato. Sono spesso diffuse informazioni contraddittorie e incoerenti sul numero di siti web (come su altre statistiche). Una valutazione credibile sembra quella pubblicata da Netcraft, che ha rilevato una forte crescita nel 2006-2008, ma si è trovato in difficoltà di rilevazione dei dati nel 2009.

Il totale è salito a 240 milioni, come vediamo in questo grafico.


Siti web nel mondo – 1995-2010
numeri in milioni

sitiweb
La linea rossa indica i siti che risultano “attivi”
I dati più recenti da questa fonte sono del gennaio 2010


Dopo una fase di cedimento fra il 2000 e il 2003, dovuta ai postumi della “sbornia speculativa”, c’è stato, e continua, un vigoroso ritorno della crescita. Il totale è decuplicato in otto anni. Aumenta, però, il problema di un’alta percentuale di siti che non risultano “attivi”.

Secondo l’analisi di Netcraft, la crescita nel 2006-2007 era in parte dovuta alla larga diffusione della “moda blog”. Sembra che negli anni seguenti ci sia un’inversione di tendenza, con una maggiore crescita di “siti web” nel senso “vero” del termine.

Ma continua ad aumentare il numero dei siti “non attivi” che nel 2008 erano saliti al 60 % – e pare che il probema tenda ad aggravarsi. Secondo Netcraft i siti “attivi” sono circa 80 milioni. Un numero “importante” – ma un terzo del totale.

Anche da altre fonti risulta che molte delle presenze web sono siti provvisori, incompleti, trascurati o scarsi di contenuti. (Fra quelli attivi, sembra che circa due terzi siano siti pubblicamente aperti e accessibili liberamente a tutti, mentre un terzo, anche se non è “chiuso”, ha qualche limitazione di accesso – come, per esempio, un obbligo di “iscrizione”).

È interessante rilevare che, mentre ci sono cicli di variazione nell’uso di varie risorse, nella gestione dei siti web rimangono dominanti le tecnologie opensource.

La situazione confusa nel 2009 non è dovuta a una reale diminuzione del numero di siti, ma a problemi nel “contarli”. Grosse aggregazioni di blog, prima non rilevabili, erano diventate “pubbliche” nel febbraio 2009, ma poi erano “scadute” o ritornate ad accesso limitato. L’instabilità di quei sistemi e la discontinuità di molte iniziative hanno assunto dimensioni tali da confondere le valutazioni su larga scala.

Questo disordine c’è sempre stato, ma tende ad accentuarsi con la più vasta diffusione di attività che spesso sono effimere e rimangono abbandonate, prima di avere una durevole identità. Un dettaglio interessante è che in mesi recenti la “scomparsa” riguarda soprattutto i siti “non attivi”, mentre quelli con un’attività più stabile sembrano in aumento.

Comunque si conferma, anche in questo caso, che le tendenze devono sempre essere valutate su periodi più lunghi.

 
Sembra che alcuni confondano il concetto di “sito” con quello di “pagina”. Sono, ovviamente, due cose diverse. Ogni sito web può contenere un numero “potenzialmente infinito” di pagine (cioè di singoli articoli o documenti, indipendentemente dalla loro lunghezza). Il sito in cui compare questa pagina ne contiene più di cinquecento. Un “motore di ricerca” come Google riesce a identificare otto miliardi di “pagine” in rete. È ragionevole pensare che ce ne siano molte di più (alcuni pensano che ce ne possano essere 100 o 200 miliardi – anche se nessuno sa come sia possibile contarle).
Un altro fra i parecchi elementi di confusione è la moda, diffusa da alcuni anni, di chiamare blog ogni sorta di attività in rete, spesso senza sapere di che cosa si tratta (vedi Blogologia, supplemento, Blog e umorismo e Blogomania).




Per quanto riguarda il numero di persone che usano l’internet,
c’è un’analisi riguardante la situazione in Italia
con alcuni confronti internazionali.





Situazione dell’internet nel mondo

Questa tabella riassume l’andamento di crescita dal 1994 al 2009.


  Numero
di host
% di crescita
semestrale annuale
Dicembre 1994 * 5.846.000 51,1 118,9
Giugno 1995 * 8.200.000 40,3 106,8
Dicembre 1995 * 14.352.000 75,0 145,5
Giugno 1996 * 16.729.000 29,9 104,0
Dicembre 1996 * 21.819.000 30,4 52,0
Giugno 1997 * 26.053.000 19,4 55,7
Dicembre 1997 29.670.000 13,9 36,0
Giugno 1998 36.739.000 23,8 41,0
Dicembre 1998 43.230.000 17,7 45,7
Giugno 1999 56.218.000 30,0 53,0
Dicembre 1999 72.398.000 28,8 67,5
Giugno 2000 93.047.800 28,5 65,5
Dicembre 2000 109.574.400 17,8 51,4
Giugno 2001 125.888.200 14,9 35,3
Dicembre 2001 147.344.700 17,0 34,5
Giugno 2002 162.128.500 10,0 28,8
Dicembre 2002 171.638.300 5,9 16,5
Dicembre 2003 233.101.500 n.a.   35,8
Giugno 2004 285.139.100 22,3 n.a.  
Dicembre 2004 317.646.000 11,4 36,3
Giugno 2005 353.284.000 11,2 23,9
Dicembre 2005 394.992.000 11,8 24,3
Giugno 2006 439.286.000 11,2 24,3
Dicembre 2006 433.193.000 – 1,3 9,6
Giugno 2007 489.774.000 13,1 11,5
Dicembre 2007 541.677.000 10,6 25,0
Giugno 2008 570.938.000 5,4 16,6
Dicembre 2008 625.226.000 9,5 15,4
Giugno 2009 681.065.000 8,9 19,2
* Il metodo di analisi è cambiato a partire dal dicembre 1997.
I dati per gli anni 1994-1997 sono “ponderati”
per adeguare la vecchia metodologia alla nuova.
Le percentuali del 1994 riferite al 1993 sono basate sulla “vecchia” serie di dati.
Negli anni precedenti la velocità di crescita è stata variabile,
con un aumento quasi sempre superiore al 100 % annuale fino al 1988,
un po’ meno veloce fra il 1989 e il 1993,
seguito da una nuova acclerazione nel 1994-1996.

Dal 1987 al 2007 i dati di hoscount internazionali sono stati diffusi ogni sei mesi,
ma per il 2003 solo una volta, dopo la fine dell’anno.
 

In reatà la crescita dell’internet nel 2006 e nella prima metà del 2007 è stata più veloce di come appare da queste cifre. Come già osservato, nel 2006 erano cambiati i risutati delle rilevazioni per alcune categorie di domain attribuibili prevalentemente o esclusivamente agli Stati Uniti. Non sono del tutto chiari i motivi tecnici di queste variazioni, ma il fatto è che in tutto il resto del mondo si rilevava una crescita del 33 % nel 2006 rispetto al 2005, e del 25 % nel nel primo semestre 2007 rispetto a un anno prima, con una media complessiva di sviluppo analogo a quello degli anni precedenti (e anche negli Stati Uniti l’attività online continuava, in realtà, ad aumentare – con una crescita annua che si collocava probabilmente fra il 18 e il 20 per cento).

Nei periodi precedenti, come era prevedibile, con l’aumentare delle quantità le percentuali di aumento erano progressivamente diminuite fino al 1997. Dal 1999 sembrava essersi innescata una fase più veloce, seguita da un (relativo) rallentamento nel 2001-2002.

Nel 2003-2004 si era rilevata una nuova accelerazione – un probabile “assestamento” dopo un periodo di sviluppo relativamente debole – e nel 2004-2009 sembra che ci sia stata una continuità di forte crescita, con percentuali elevate su numeri sempre più grandi.

I dati più recenti dimostrano che lo sviluppo della rete non risente della “crisi economica” né di altri fattori che possono avere effetti negativi, anche gravi, in singoli paesi , ma non hanno conseguenze rilevabili nel quadro complessivo.




Per quanto riguarda l’Italia, è opportuna una certa cautela nella valutazione dei dati di crescita nel 2002-2006, che erano probabilmente “esagerati” rispetto a quelli di altri paesi (e potrebbe esserci una “sopravvalutazione” anche nel 2009). Ma c’è un reale cambiamento di tendenza, a partire dal 1999-2000, che risulta evidente in questo grafico: un confronto fra l’andamento di crescita del hostcount italiano e quello mondiale dal 1995 al 2008.


Host internet 1995-2008
1994 = 100

crescita
 :
(Prima del 1995 la crescita in Italia era più lenta della media mondiale)


Quest’altro grafico mostra lo stesso andamento come percentuale dell’Italia rispetto al totale mondiale


Host internet italiani come % del totale mondiale
1992-2008

percentuale


Per alcuni anni (anche prima del 1992) la crescita dell’internet in Italia ha avuto uno sviluppo, in proporzione, analogo o inferiore alla media mondiale (per l’andamento rispetto all’Europa vedi il documento sui dati europei). Dopo una leggera crescita nel 1997, rimaneva quasi costante la percentuale dell’Italia rispetto al totale (fra 0,8 e 0,9 %). A partire dal secondo semestre del 1999 c’è stato un cambiamento rilevante – e sembra che l’attività online in Italia continui a crescere più velocemente della media.

È prudente pensare che i dati italiani, in alcuni anni recenti, possano essere un po’ sopravvaluati. Ma dalle conferme ripetute in vari periodi risulta che la posizione dell’Italia è significativamente migliorata – benché ancora lontana, come vedremo più avanti, da uella dei paesi più evoluti.




Dati e statistiche non hanno mai una “precisione indiscutibile”. Per quanto riguarda i dati di hostcount internazionale dal 2002 al 2005 era ragionevole dubitare che la crescita dell’Italia fosse tale da collocarla (in “cifra assoluta”) al terzo posto nel mondo e al primo in Europa. Negli anni seguenti sembra che i dati siano più equilibrati (anche se è ragionevole supporre che in realtà l’Italia non abbia un hostcount superiore a quello della Francia). È comunque confermato che oggi l’Italia è fra i primi cinque o sei paesi del mondo per attività nell’internet – cosa che sarebbe stata “impensabile” nella prospettiva di sei o sette anni fa.

In molte parti del mondo ci sono alcuni cambiamenti rilevanti, con una crescita particolarmente veloce in alcuni paesi. (Ma i dati di variazione in sei mesi o in un anno sono da considerare cum granu salis – le tendenze vanno sempre osservate su periodi relativamente lunghi).

La tabella che segue analizza i dati per 48 paesi (su 240) con più di 500.000 host internet.


  Numero di host
giugno 2008
Crescita %
in un anno
Per 1000
abitanti
Stati Uniti 346.410.000 + 21,3 1148,5
Giappone 47.249.435 + 18,4 369,8
Germania 23.769.041 + 5,3 289,1
Gran Bretagna * 23.500.000 n.a.   386,5
Italia 22.152.079 + 25,1 371,6
Francia * 21.500.000 n.a.   348,4
Brasile 15.929.346 + 56,9 86,6
Canada * 15.000.000 n.a.   454,9
Cina 14.156.165 =   10,8
Spagna * 14.000.000 n.a.   310,7
Messico 12.715.915 + 19,4 120,0
Olanda 12.387.971 + 13,4 755,2
India * 12.000.000 n.a.   10,6
Australia 11.755.715 + 5,6 559,4
Polonia 8.906.139 + 14,1 227,7
Russia 7.662.783 + 56,5 53,9
Corea del Sud * 6.000.000 n.a.   123,8
Taiwan 5.703.755 + 9,2 250,3
Argentina 4.905.745 + 28,7 124,7
Belgio 4.367.700 + 25,5 447,6
Svezia ** 4.282.108 + 8,1 466,3
Finlandia 4.205.461 + 8,2 796,5
Danimarca 3.991.400 + 9,6 730,4
Svizzera 3.697.344 + 7,6 492,4
Rep. Ceca 3.233.337 + 33,4 314,3
Norvegia 3.198.298 + 8,6 657,2
Austria 2.991.942 + 6,6 360,0
Turchia 2.960.668 + 26,9 41,9
Grecia 2.341.604 + 44,0 209,6
Ungheria 2.260.536 + 20,3 224,6
Colombia 2.216.722 + 42,7 50,5
Romania 2.195.113 =   101,9
Nuova Zelanda 2.006.986 + 11,7 462,6
Portogallo 1.967.417 + 5,9 185,6
Irlanda * 1.600.000 n.a.   368,8
Israele 1.544.381 + 9,1 217,0
Sudafrica 1.730.438 + 33,5 36,2
Tailandia 1.230.764 + 10,3 18,7
Croazia 1.230.070 +10,7 277,0
Lituania 885.064 + 8,2 262,9
Cile 877.817 + 3,6 52,9
Slovacchia 867.616 + 20,9 133,2
Indonesia 865.398 + 28,2 3,9
Singapore 864.943 =   257,0
Hong Kong 817.766 =   118,1
Bulgaria 706.648 + 37,6 92,0
Ucraina 706.485 + 34,8 15,3
Estonia 706.449 + 9,4 562,4
Totale mondo 681.064.561 + 19,3 53,5
I dati per gli Stati Uniti sono “ponderati” per tener conto del fatto
che una parte dei domain “apparentemente americani” ha sede in altri paesi.
Lo stesso correttivo è introdotto nei grafici che seguono.
L’indice di densità “mondiale” è calcolato escludendo gli Stati Uniti.

* I dati disponibili per Gran Bretagna, India, Canada, Spagna, Corea e Irlanda appaiono “sottostimati”
e perciò qui i numeri sono arbitrariamente, ma non irragionevolmente, aumentati.
 
 
** Nel caso della Svezia il numero tiene conto del “fenomeno Niue


Si rileva una forte crescita in diversi paesi dell’Europa e nel resto del mondo. Come sempre, le evoluzioni dovranno essere verificate su periodi più lunghi. Ma ci sono alcune notevoli variazioni, come quella della Francia (che per la prima volta nel 2004 aveva superato l’Australia – e nel 2006 anche l’Olanda), della Polonia e più recentemente della Russia, del Brasile e del Messico, di alcuni paesi in forte crescita in Asia – e altri cambiamenti che modificano la situazione rispetto al passato.

Dal secondo semestre del 2007, per la prima volta nella storia della rete, gli Stati Uniti (pur mantenendo una posizione di forte predominio) hanno meno della metà del hostcount mondiale.

Un “improvviso” cambiamento nel 2007-2008 è un enorme aumento del hostcount in Cina. Su “balzi” così sproporzionati è sempre necessario avere qualche dubbio. Una valutazione più significativa si potrà fare solo nei prossimi anni. Vedi, poco più avanti, altre osservazioni sugli sviluppi in Cina e in India.

È interessante rilevare che ci sono, di nuovo, forti indici di crescita anche in paesi a densità molto elevata – e ciò conferma che siamo ancora lontani da ogni possibile “livello di saturazione”. Per maggiori dettagli sulla situazione in Europa vedi l’analisi dei dati europei.

Nel 1999 c’erano sei paesi nel mondo con più di un milione di host internet (di cui due in Europa). Nel 2000 erano dieci (quattro in Europa). Nel 2001 tredici (sei in Europa). Nel 2002 diciassette (nove in Europa). Nel 2003 sono saliti a venti, nel 2005 a ventisei, nel 2006 a trentaqattro (sedici in Europa) e nel 2008 a trentanove, di cui ventidue in Europa, otto in Asia, sei nelle Americhe, due in Oceania e uno in Africa.

I paesi con oltre tre milioni di host erano due nel 2001, otto nel 2003, tredici nel 2005, diciassette nel 2006 e sono ventisei (di cui quidici in Europa) nel 2009. Diciassette paesi, di cui otto in Europa, sono oltre i cinque milioni. Oltre i dieci milioni sono quattordici, di cui sei in Europa. L’Italia ha superato il milione nel 2000, due milioni nel 2001, tre nel 2002, cinque nel 2003, dieci nel 2005 e venti nel 2009.

Ci sono altre due “nazioni” (se non si tiene conto dei confini politici) con più di venti milioni di host internet. C’è un documento che analizza la presenza online dei paesi di lingua spagnola e dell’area etnica cinese.

La comunità di lingua spagnola (di cui il un terzo è in Spagna e resto nell’America Latina) continua ad avere una forte crescita (nel 2005 ha superato i 10 milioni di host internet e nel 2009 è si avvicina a 40 milioni). Ha una presenza importante anche l’area di lingua portoghese: la somma di Brasile e Portogallo (più alcuni altri paesi) si avvicina a 18 milioni di host.

In anni recenti si era rilevato un minore sviluppo nell’area etnica cinese (la cui attività in rete era per il 96 % fuori dalla Cina continentale) ma ora c’è una nuova evoluzione, perché sembra che l’attività in rete stia crescendo anche in Cina.

Nei due più grandi paesi del mondo l’attività in rete è sempre stata molto scarsa rispetto all’ampiezza della popolazione. Ci sono recenti segnali di cambiamento, ma finora i dati sono poco chiari e di difficile interpretazione.

Per la prima volta nel 2002 la Cina (esclusa Hong Kong) era comparsa fra i paesi con più di 100.000 host internet. C’era stato, in quel periodo, un aumento rilevante rispetto agli anni precedenti, ma con una densità molto bassa rispetto alla popolazione (meno di 0,2 host per mille abitanti). Non si era rilevato uno sviluppo significativo dal 2004 al primo semestre del 2006.

Nel 2007, per la prima volta, i dati segnalavano una forte crescita, con quasi due milioni di host internet in Cina. E poi, improvvisamente, sembravano saliti a più di dieci milioni – e a 14 nel 2008 (ma non si è rilevato un ulteriore aumento negli ultimi 12 mesi). È probabile che il numero sia “sovrastimato” – comunque rimane a un livello basso rispetto alla popolazione (10 host per mille abitanti).

Continua a esserci in Cina una forte repressione dell’internet – insieme a un rigido controllo e a una severa censura su tutti i mezzi di informazione e di comunicazione.

In India si parla da molti anni di un impegno per una più ampia diffusione della rete, ma (nonostante la diffusa conoscenza dell’inglese e l’alto livello di cultura informatica in alcune parti del paese) lo sviluppo era rimasto molto limitato fino al 2004, quando si era verificato un forte aumento del hostcount (e, per la prima volta, l’India aveva superato la Cina).

Si è registrata un’ulteriore notevole crescita in India nel 2005-2006 (1.685.000 host nel 2006 rispetto a 838.000 nel 2005, 276.000 nel 2004 e 144.000 nel 2003). Lo sviluppo nel 2007-2009 appare molto “sottostimato” e perciò in questa analisi è stato provvisoriamente inserito un dato “arbitrario” che è probabilmente inferiore a una valutazione realistica dello sviluppo.

Ma la densità rispetto alla popolazione è ancora molto bassa rispetto al potenziale che l’India potrebbe esprimere. La situazione è peggiore nel resto del “subcontinente” indiano (vedi l’analisi dei dati in Asia). Verifiche più significative della situazione in India (come in altri paesi) richiederanno un più lungo periodo, probabilmente alcuni anni.

Vediamo in forma grafica la situazione per “grandi aree geografiche”.


Grandi aree geografiche

aree


La situazione generale, in questa prospettiva, rimane simile a quella che avevamo visto nei periodi prededenti. La “globalità” è molto relativa. Una grande parte del mondo è ancora isolata dall’internet. Il Nord America e l’Europa, con il 19 % della popolazione, hanno il 75 % dell’attività in rete.

Il continente (al di fuori del Nord America) con la densità più alta rispetto alla popolazione è l’Oceania, che ha quasi 390 host internet per 1000 abitanti. La media in Europa è 210. Nell’America latina è 74 (per la prima volta nel 2006 aveva superato la media mondiale). In Asia è 19 e in Africa è meno di 3 – cioè, rispettivamente, circa un undicesimo e un ottantesimo del livello europeo.

Vediamo, da questo punto di vista, riassunta in un grafico la situazione per “grandi aree”.


Host internet per 1000 abitanti

densita


Anche all’interno di ciascuna delle zone geografiche ci sono forti concentrazioni. L’ 84% della rete nel Nord America è negli Stati Uniti. In Oceania il 99 % è in due paesi: Australia e Nuova Zelanda. Il 57 %; dell’internet dell’Asia è in Giappone (circa il 28 % nell’area etnica cinese). Il 70 % dell’Africa è in Sudafrica, l’80 % dell’America centro-meridionale è in Brasile e Argentina. Solo in Europa nessun paese ha più del 16 % del totale; ma anche nel nostro continente rimangono forti squilibri, come risulta dall’analisi dei dati europei.

Nel giugno 2009, rispetto a un anno prima, l’attività in rete è cresciuta del 19 % su scala mondiale, 20 % nel Nord America, 35 % nell’America latina, 14 % in Europa e in Asia, 7 % in Oceania, e (su dimensioni molto più piccole) 30 % in Africa.

La percentuale degli Stati Uniti rispetto al resto del mondo continua a diminuire nel corso degli anni, ma rimane dominante. Per notare come la situazione sta cambiando, vediamo un grafico di sette anni e mezzo fa (paesi che avevano più di un milione di host internet alla fine del 2001).


13 paesi – 2001

13 paesi


Il predominio degli Stati Uniti, che era sempre stato molto forte, in quel periodo era di nuovo aumentato. L’Italia era da poco comparsa fra “i primi dieci” paesi del mondo.

Vediamo la stessa situazione aggiornata ai dati più recenti (paesi con più di dieci milioni di host internet nella prima metà del 2009).


14 paesi – 2009

15 paesi


Come già osservato, per la prima volta nel 2007, e di nuovo nel 2008-2009, il numero di host internet negli Stati Uniti è meno di metà del totale. Il resto del mondo cresce con una velocità superiore, ma il predominio americano rimane molto forte. Vediamo alche alcuni cambiamenti nella situazione di altri paesi. Per quanto discutibile possa essere l’esattezza dei dati, il fatto è che la posizione dell’Italia è sostanzialmente migliorata rispetto a quella che era dalle origini della rete fino alla prima metà di questo decennio.

Se per una lettura più chiara togliamo gli Stati Uniti dal grafico, questa è la presenza in rete degli altri 25 paesi con più di due milioni e mezzo di host internet.


25 paesi – 2009

25 paesi


Ci sono cambiamenti rilevanti rispetto al passato, con la crescita di alcuni paesi europei e con una più forte presenza del Brasile e del Messico (oltre a quanto già osservato sugli sviluppi in Cina e in India). Ma più di un terzo di tutta la rete al di fuori degli Stati Uniti è ancora concentrato in cinque paesi che hanno il sei per cento della popolazione mondiale.

Vediamo ora un confronto rilevante: il grafico che mostra le grandi differenze di densità rispetto alla popolazione nei 39 paesi con più di un milione di host internet.


Host internet per 1000 abitanti in 39 paesi

per mille
La dimensione degli Stati Uniti è ridotta del 30 % per migliore leggibilità del grafico.


Anche per densità rispetto alla popolazione è dominante la presenza degli Stati Uniti (che già nel 1998 avevano superato il “primato” tradizionale della Finlandia). Si conferma, con notevole crescita, l’alta densità che c’è sempre stata nell’area scandinava – in anni più recenti raggiunta dall’Olanda. La posizione dell’Italia è molto migliorata negli ultimi sei anni, anche se è ancora lontana da quella dei paesi più avanzati.

Continua la crescita del Giappone, che per la prima volta nel 2005 aveva superato il livello di densità di Taiwan. Dal 2004 si rileva una nuova evoluzione della Francia. Continua un forte sviluppo in molti paesi dell’Europa centro-orientale. Nell’area mediterranea nel 2004-2005 c’era stata una notevole crescita di Israele.

Non molti anni fa era difficile immaginare che si potessa arrivare a più di un host internet per abitante negli Stati Uniti (e anche in altri paesi, come l’Islanda e la Finlandia, non si è lontani da quel livello). Questo è in parte dovuto a singole persone che sviluppano una propria presenza in rete, ma anche a molteplici attività diversamente organizzate da parte di imprese, organizzazioni e servizi di informazione. Molte di queste iniziative sono labili e hanno scarsa stabilità ma l’evoluzione è continua. È sempre azzardato fare previsioni, ma le tendenze verificate finora indicano una forte probabilità che ci sia un ulteriore sviluppo nei prossimi anni.

Benché la rete esista da quarant’anni, è ancora in una fase iniziale del suo sviluppo, con molte possibilità di crescita e di evoluzione.

Vediamo ora un aggiornamento del grafico riguardante l’attività in rete in relazione al reddito (prodotto interno lordo) per gli stessi 37 paesi.


Host internet in rapporto al reddito (PIL) in 39 paesi

reddito


Prima di cedere a una tentazione di “sensazionalismo”, è meglio essere prudenti nell’affermare che gli Stati Uniti, secondo questo criterio, sono stati raggiunti (l’anno scorso superati) dalla Croazia – o che la Romania ha sorpassato l’Australia.

Alcuni paesi, non compresi in questo grafico, risultano avere un’attività online, in rapporto al reddito, superiore agli Stati Uniti. Ma la significatività, dei numeri non è tale poter affermare che questi sviluppi siano “matematicamente” dimostrabili. È tuttavia vero che ci sono, nel mondo, molte diverse situazioni evolutive.

Che l’India possa superare, in confronto al reddito, molti paesi europei è un’ipotesi credibile e probabile, ma non è ancora “dimostrata” dai dati finora disponibili. E così altre evoluzioni che si possono ragionevolmente valutare, ma trovano conferma nei dati solo in periodi più lunghi.

L’esattezza delle statistiche è sempre discutibile – e lo sono in particolare le due unità di misura che qui si incrociano: il calcolo del numero di host internet e le valutazioni del reddito nazionale (“prodotto interno lordo”).

Non ci può essere alcuna “certezza” sul valore numerico di singoli dati, specialmente nel breve periodo di uno o pochi anni. Ma le tendenze verificate nel tempo, e l’evoluzione generale della situazione, hanno sufficienti conferme per considerate rilevante un quadro in continuo cambiamento, in cui si confermano alcune posizioni già evidenti fin delle origini delle rete accanto a nuovi sviluppi.

Per molti anni l’Italia era stata il “fanalino di coda” in questa classifica. Sembra che poi gradualmente abbia superato la Francia e la Germania – e più tardi anche la Gran Bretagna e la Spagna. Sempre con i necessari dubbi sull’attendibilità di dati, è credibile che ci sia stato (e che continui) un significativo sviluppo delle attività italiane in rete (mentre è, in proporzione, meno dinamica la crescita del numero di persone online – vedi dati italiani).

Non sempre alla quantità corrisponde un’adeguata qualità – ma questo è un problema anche nel resto del mondo.

Come si era già notato nelle analisi precedenti, continua una notevole crescita del livello di attività in rete, rispetto allo sviuppo economico, in alcuni paesi dell’Europa orientale e dell’America latina.

Anche negli anni precedenti si era notato che molti paesi di sviluppo più recente erano saliti, in rapporto al reddito, a un livello più alto di paesi tradizionalmente molto attivi nell’internet. Anche da questo punto di vista si conferma la forte posizione di alcuni paesi a reddito elevato, come l’Olanda, mentre alcune fra le più grandi economie del mondo rimangono relativamente arretrate.




Può essere interessante osservare la densità di uso dell’internet anche sotto forma di carta geografica.


Host internet per 1000 abitanti

mappamondo
 
Un po’ arbitrariamente in questa mappa l’area di densità
è estesa solo a una parte della federazione russa
poiché è ragionevole pensare che l’attività online
sia concentrata soprattutto nella Russia europea.
 

Questa mappa è cambiata rispetto agli anni precedenti. Per esempio oggi ci sono trenta paesi con oltre 200 host internet per mille abitanti (fra cui l’Italia dal 2006). Nel 2002 erano tre (Stati Uniti, Finlandia e Islanda).

Ma il quadro generale è sempre lo stesso. La “globalità” dell’internet è limitata a una parte del globo.

Il più forte uso della rete rimane concentrato sulle due sponde dell’Atlantico settentrionale e in alcune parti dell’Oceania, dell’Asia oriantale e del Medio Oriente. C’è una notevole evoluzione in alcuni paesi dell’America Latina – anche se ancora lontana dai livelli degli Stati Uniti, del Canada e dell’Europa.

Il resto del mondo è in gran parte escluso.


In altri documenti della sezione “dati”
ci sono mappe più dettagliate per
 Europa  Asia  Africa  America Latina




Uno sguardo al passato

Sembra lontana, ma non è “passato remoto”, la situazione nel 1996 – quando fu pubblicata in un libro la prima stesura di queste analisi. Può essere interessante confrontarla con i dati del 2007.

(Il prossimo aggiornamento di questa parte dell’analisi si farà con i dati di fine anno 2009).

Nel 1996 nessun paese al mondo, all’infuori degli Stati Uniti, aveva un milione di host internet. Il Giappone non aveva ancora raggiunto il hostcount della Gran Bretagna e della Germania. L’Olanda e la Francia non avevano superato il totale, tradizionalmente alto, della Finlandia. L’Italia, che aveva da poco sorpassato la Norvegia, era ancora molto lontana non solo dalla Finlandia, ma anche dalla Svezia.

Dieci anni fa l’Italia era al quattordicesimo posto del mondo “in cifra assoluta” e al trentesimo per densità (host per mille abitanti). In Europa era settima per hostcount totale e tredicesima per densità. Da allora la situazione è molto cambiata – anche se, dal punto di vista della densità l’Italia è ancora tredicesima in Europa e sedicesima nel mondo.

Questa tabella mostra i cambiamenti in quelli che nel 1996 erano i primi venti paesi del mondo per attività nell’internet – con un’indicazione del fattore di moltiplicazione nel 2007 rispetto al 1996, al 1998 e al 2000.
 

  migliaia di host crescita 2007 su
1996 1998 2000 1996 1998 2000
mondo 21.819 43.230 109.574 x 24,8 x 12,5 x 4,9
Stati Uniti 10.110 23.800 72.457 x 27,1 x 11,5 x 3,8
Gran Bretagna 764 1.322 2.291 x 26,2 x 15,1 x 8,7
Germania 743 1.309 2.163 x 27,8 x 15,8 x 9,6
Giappone 734 1.352 4.641 x 50,1 x 27,2 x 8,3
Canada 603 1.028 2.364 x 18,2 x 10,7 x 4,7
Australia 515 750 1.616 x 20,8 x 14,3 x 6,7
Finlandia 328 514 772 x 11,4 x 7,3 x 4,8
Olanda 277 533 1.624 x 38,1 x 19,8 x 6,5
Francia 252 447 1.376 x 57,0 x 32,1 x 10,4
Svezia 246 381 764 x 15,8 x 10,2 x 5,1
Italia 193 358 1.631 x 86,7 x 46,7 x 10,3
Norvegia 177 312 525 x 15,4 x 8,7 x 5,2
Svizzera 135 216 461 x 24,5 x 15,3 x 7,2
Spagna 119 258 664 x 75,6 x 34,9 x 13,6
Danimarca 111 200 436 x 29,3 x 16,3 x 7,5
Austria 99 152 504 x 26,2 x 17,0 x 5,1
Sudafrica 99 141 185 x 12,1 x 8,5 x 6,5
Nuova Zelanda 85 178 310 x 19,9 x 9,5 x 5,4
Brasile 77 164 623 x 131,8 x 61,9 x 16,3
Russia 69 176 335 x 52,9 x 20,7 x 10,9


Su scala mondiale l’internet è cresciuta di oltre dieci volte in nove anni ed è più che raddoppiata negli ultimi quattro. Anche nei paesi relativamente meno veloci c’è una crescita elevata. In alcuni, fra cui l’Italia, il cambiamento è stato molto più forte.

Gli Stati Uniti, che nel 1996 avevano il 60 % del totale mondiale, erano saliti fino al 66 % nel 2000, ma da allora la quota è in diminuzione, fino a scendere sotto il 50 % nel 2007.

Fra i paesi non citati in questa tabella è stata rilevante la crescita di Taiwan, che fino al 2004 era fra le più veloci del mondo, ma recentemente sembra rallentata – e del Messico, che nel 2007 ha superato i dieci milioni di host internet. La Polonia ha avuto un’evoluzione superiore, in proporzione, a quella del Brasile – e negli ultimi cinque anni ha il più veloce sviluppo fra i “grandi” paesi europei.

È interessante notare che anche paesi che già nel 1996 avevano un’attività in rete molto elevata, come la Finlandia, la Svezia, la Norvegia e l’Australia, continuano a crescere con notevole velocità.

Non è mai ragionevole tentare profezie. Ma sembra molto probabile che l’internet continui a crescere nei prossimi anni e che il quadro continui a cambiare – con sviluppi, almeno in parte, imprevisti e imprevedibili.




In due allegati ci sono analisi
sulla situazione dell’internet
in Asia e in Africa

    Asia     Africa


Un’altra analisi
internazionale ed europea
riguarda il numero di persone
che usano l’internet


ritorno
ritorno all’inizio
della pagina



Altre analisi di dati

Europa     Italia     grandi comunita'
          Europa                                  Italia                       Comunità linguistiche




indice
indice della sezione dati


Homepage Gandalf
home