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Dati

Africa

Dati sull’internet in Africa
(hostcount)

A cura di Giancarlo Livraghi

Analisi aggiornate al 6 marzo 2010
in base ai dati internazionali del dicembre 2009


Nei primi otto anni di ragionamenti e verifiche sullo sviluppo della rete, cioè fino al 2002, non avevo mai pubblicato un’analisi della situazione nei paesi africani. Avevo tentato varie volte di ricavare qualche segnale dai dati disponibili, ma poi avevo rinunciato, perché nella maggior parte del continente i numeri erano così piccoli che la significatività era molto scarsa. Ancora oggi queste informazioni devono essere valutate con prudenza, perché i dati sono probabilmente imprecisi. Ma ci sono frequenti segnali di crescita e si può tentare qualche approfondimento. Questo è il dodicesimo aggiornamento riguardante l’Africa (le analisi precedenti, a partire dal 2003, sono riassunte nei numeri 72, 73, 74, 76, 77, 78, 80, 81, 82, 83 e 84 della rubrica Il mercante in rete).
 

Due fatti sono chiari. Uno è che quasi tutta l’Africa, insieme a una larga parte dell’Asia, rimane fortemente arretrata. L’altro è che, come rilevato nell’analisi dei dati internazionali, più di due terzi dell’attività online di tutto il continente si trovano in un solo paese: il Sudafrica (che ha il 5 % della popolazione). Ma la situazione sta cambiando.

Nel 2005-2006 l’Africa aveva avuto una crescita molto superiore, in percentuale, alla media mondiale. Pare che nel 2007 ci sia stato un (relativo) rallentamento, con un aumento di “solo” il 20 % rispetto al 25 % su scala mondiale, ma poi si è rilevata una nuova acceerazione – fino ad arrivare al 50 % di crescita, rispetto a un anno prima, nel 2009.

Per la prima volta nel 2006 l’Africa, in totale, aveva superato il milione di host internet. Nel 2008 è arrivata a due milioni, nel 2009 a tre. Ma ancora oggi l’Africa ha meno dell’1 % dell’attività online nel mondo (mentre ha il 14 % della popolazione mondiale) e i suoi tre milioni di host sono un numero piccolo rispetto, per esempio, a 153 milioni in Europa, 89 milioni in Asia e 42 milioni nell’America Latina.

In questa tabella vediamo la situazione nei 27 paesi africani con più di mille host internet (che hanno il 99 % del hoscount totale in Africa).


  Numero di host
dicembre 2009
Per 1000
abitanti
Sudafrica 2.144.942 43,5
Marocco 277.096 8,9
Egitto 182.017 2,4
Namibia 75.871 36,9
Kenya 42.237 1,2
Ghana 39.569 1,8
Mauritius 36.641 31,1
Zimbabwe 29.836 2,5
Madagascar 27.807 1,5
Tanzania 26.051 0,64
Mozambico 22.678 1,1
Zambia 15.090 1,3
Réunion 13,130 16,1
Libia 12,397 2,1
Uganda 10.089 0,35
Costa d’Avorio 9.851 0,47
Botswana 7,544 4,2
Angola 5.533 0,33
Congo * 3.211 0,05
Swaziland 2.672 2,8
Nigeria 2.498 0,02
Ruanda 2.363 0,25
Burkina Faso 1.951 0,13
São Tomé & Pr. 1.606 10,2
Gambia 1.565 1,0
Eritrea 1.313 0,28
Benin 1.254 0,15
Africa 3.000.000 3,2

* Ci sono due paesi che si chiamano Congo.
Il dato qui è riferito al più grande,
la Repubblica Democratica del Congo, con capitale Kinshasa.
L’altra Repubblica del Congo, con capitale Brazzaville,
ha meno di 200 host e una densità altrettanto scarsa.
 

Come risulta dai dati internazionali la densità media
su scala mondiale è 56 host internet per mille abitanti.


In una situazione generale di scarsa densità vediamo che ci sono differenze rilevanti. Il più forte cambiamento nei periodi precedenti riguardava il Marocco, dove nel 2004-2005 si era rilevata una forte crescita (con una densità rispetto alla popolazione che era, in quella fase, superiore a tutti gli altri paesi del continente, fuorché il Sudafrica). Ma negli anni successivi la crescita è stata meno veloce.

Nel 2009 si rileva una “improvvisa” crescita della Namibia (che già in precedenza aveva un’attività online superiore alla maggior parte dell’Africa). Ma, come sempre, le tendenze si devono valutare su periodi più lunghi.

Nell’area mediterranea si distingue anche la situazione dell’Egitto – che, dopo due anni di apparente stasi nel 2003-2004, stava dando di nuovo segni di crescita nel 2005-2007 (ma, anche in questo caso, non sembra veloce lo sviluppo negli anni successivi).

Nel resto dell’Africa settentrionale l’attività online rimane a livelli molto bassi. La Libia sembra dare qualche modesto segno di sviluppo nel 2009. L’Algeria, in rapporto alla popolazione, ha una densità simile a quella della Nigeria. La Tunisia non è in una situazione molto migliore.

Nell’Africa sub-sahariana ci sono stati segnali di crescita in alcuni paesi, come Kenya, Mozambico e Tanzania – più recentemente Ghana, Madagscar e Costa d’Avorio. C’è una densità relativamente elevata (rispetto al basso livello del continente) in alcuni “piccoli” paesi come Namibia, Botswana, Swaziland e Zimbabwe (anche Mauritius e altri paesi insulari).

In questa “torta” vediamo la situazione degli undici paesi africani con più di 20.000 host internet (che hanno il 96 % del totale nel continente).


11 paesi africani

11 paesi


Oltre l’80 % del hostcount in Africa rimane concentrato in due paesi che hanno meno del 9 % della popolazione. Nei primi tre paesi è l’ 88 %.

Se, per una migliore leggibiltà, togliamo dal grafico il Sudafrica e i due paesi nordafricani con una maggiore attività in rete, questa è la situazione in altri quindici paesi in Africa con più di cinquemila host internet.


15 paesi africani

15 paesi


L’esattezza dei dati è sempre incerta, specialmente quando si tratta di “piccoli numeri”, ma il quadro è in continua evoluzione ed è probabile che nei prossimi anni ci siano altri cambiamenti.

Il “resto dell’Africa” comprende più di trenta paesi con un’attività in rete molto limitata. Per esempio il numero di host internet in Nigeria, con 140 milioni di abitanti, è un terzo di quello del Liechtenstein. Così anche il Congo – e ancora peggio il Sudan.

L’Etiopia, con una popolazione di 77 milioni, ha poco più di cento host (meno di Gibuti, che ha 700.000 abitanti). In Somalia se ne rilevava uno (che non risulta più da verifiche reenti) mentre c’è un po’ più attività online in Eritrea. In numero totale di host internet in Africa è inferiore a quello in Norvegia.

Vediamo un aggiornamento del grafico per la densità (host per mille abitanti) in 22 paesi africani con più di duemila host internet.


Host internet per 1000 abitanti
in 22 paesi africani

22 paesi

Oltre alle Mauritius e alla francese Réunion,
un altro piccolo paese insulare, São Tomé & Principe,
ha una densità superiore a quella del Marocco.
Le Seychelles sono sopra la media dell’Africa.
In altre, come Capo Verde e Comore, risulta molto scarsa.
(Vedi la nota dopo la carta geografica alla fine).

La densità più alta di tutta l’Africa sembra essere
nell’isola atlantica di Sant’Elena, ma la popolazione
è così piccola da rendere il calcolo irrilevante
(nella sua dependency Ascension la situazione
è influenzata dalla presenza di una base
dell’aviazione militare americana e britannica).


È sempre necessario ricordare che per i singoli paesi, specialmente al livelli più bassi di hostcount, i dati sono incerti. Ma è un fatto evidente che in Africa (come in altre parti del mondo – e particolarmente in Asia) ci sono forti differenze e la situazione, oltre che generalmente poco evoluta, è anche molto squilibrata.

Ci sino frequenti cabiamenti. Per esempio il Marocco, che in base a questo criterio era al secondo posto dopo il Sudafrica, ora (benché continui a crescere) si trova al quinto.

Come sempre, un quadro diverso (ma ugualmente con forti diversità) risulta dall’analisi in rapporto al reddito (prodotto interno lordo).


Host internet in rapporto al reddito (PIL)
in 22 paesi africani

22 paesi


Dal 2004 al 2006 sembrava che, rispetto al reddito, il Marocco avesse superato il Sudafrica. Ora il rapporto è di nuovo in senso inverso. Anche da questo punto di vista ci sono parecchi cambiamenti, ma comunque la maggior parte dell’Africa rimane, secondo tutti i criteri di valutazione, in una situazione molto arretrata.

Questi grafici non possono essere presi troppo sul serio perché, come già osservato, l’attendibilità dei dati è incerta. E questi sono solo alcuni esempi fra le molte e complesse situazioni che si trovano nel continente. Ma, pur in un quadro ancora molto depresso, si rilevano alcuni segni di evoluzione.

(Che un anno fa lo Zimbabwe, rispetto al reddito, avesse superato il Sudafrica, e che ora si tratti della Namibia, sono “notizie” da considerare sepre con molta prudenza – anche perché la significatività dei dati è particolarmente scarsa quando si tratta di “piccoli numeri“).

Può non essere esatto che la Namibia, con un milione e mezzo di abitanti, abbia trenta volte più host internet rispetto a un paese cinquanta volte più grande, come la Nigeria. O che l’attività online fosse quadruplicata in Egitto fra il 2001 e il 2003 (quasi altrettanto fra il 2004 e il 2005) e in anni seguenti cresciuta ancora di più in Marocco, mentre altri paesi, anche sulle coste del Mediterraneo, rimangono molto arretrati. Ma è palesemente vero che anche in Africa, come in tutto il mondo, ci sono forti disparità.

Vediamo la situazione della densità anche sotto forma di carta geografica.


Host internet per 1000 abitanti

Africa

Un piccolo “punto” nel Golfo di Guinea indica la densità nelle isole São Tomé & Principe.
Due altri dello stesso colore (anzi a un livello più alto) comparirebbero
nell’Oceano Indiano a est del Madagascar se in questa carta fossero comprese
le isole Mauritius e la francese Réunion (e uno blu per le Seychelles).
In mezzo all’Atlantico potrebbe esserci, in rosso, Sant’Elena.
Come già rilevato, altri paesi isolani hanno una densità che li colloca nell’area “bianca”.

Il caso del Lesotho, che appare come un “buco” di bassa densità
rispetto al circostante Sudafrica, è simile a un esempio di come ci siano
forti differenze territoriali anche all’interno dei confini di ciascun paese.
È evidente che, se fosse possibile tracciare mappe più dettagliate,
in Africa ancora più che in altre parti del mondo si vedrebbe l’attività in rete
concentrata nelle aree urbane e in alcuni nodi di comunicazione.
 

Rispetto alle altre mappe che si trovano alla fine di altri documenti nella sezione dati (mondo, Europa, Asia e America latina) questa usa una scala diversa, con valori molto più bassi.

Come si nota anche in altre parti del mondo, ci sono alcuni effetti di “contiguità” – per esempio (ma non solo) nel caso di paesi confinanti con il Sudafrica (e di un’influenza francese in Marocco). È sorprendente che (sempre nel limite di attendibilità dei dati) un effetto di “vicinanza mediterranea” abbia, fnora, effetti nel Nord Africa molto inferiori ai livelli europei. Ma comunque le aree di (relativo) sviluppo riguardano solo una parte limitata del continente.

Insomma in alcuni paesi ci sono sintom di veloce crescita, ma la situazione dell’Africa è ancora molto arretrata.


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