
Dati sullinternet in Africa
(hostcount)
A cura di Giancarlo Livraghi
Analisi aggiornate al 6 settembre 2011
in base ai dati
internazionali del giugno 2011
Il prossimo aggiornamento avverrà
probabilmente
in marzo o aprile 2012
Nei primi otto anni di ragionamenti e verifiche sullo sviluppo della rete, cioè fino al 2002, non avevo mai pubblicato unanalisi della situazione nei paesi africani. Avevo tentato varie volte di ricavare qualche segnale dai dati disponibili, ma poi avevo rinunciato, perché nella maggior parte del continente i numeri erano così piccoli che la significatività era molto scarsa. Ancora oggi queste informazioni devono essere valutate con prudenza, perché i dati sono probabilmente imprecisi. Ma ci sono frequenti segnali di crescita e si può tentare qualche approfondimento. Questo è il dodicesimo aggiornamento riguardante lAfrica (le analisi precedenti, a partire dal 2003, sono riassunte nei numeri 72, 73, 74, 76, 77, 78, 80, 81, 82, 83, 84 e 86 della rubrica Il mercante in rete).
Due fatti sono chiari. Uno è che quasi tutta lAfrica, insieme a una larga parte dellAsia, rimane fortemente arretrata. Laltro è che, come rilevato nellanalisi dei dati internazionali, più di tre quarti dellattività online di tutto il continente si trovano in un solo paese: il Sudafrica (che ha il 5 % della popolazione).
Questo predominio sembrava un po diminuito fra il 2006 e il 2009 , con la crescita del hoscount in altri paesi. Ma è di nuovo aumentato quando, nel 2010, Il numero di host interet in Sudafrica è quasi raddoppiato rispetto a un anno prima.
Nel 2005-2006 lAfrica aveva avuto una crescita molto superiore, in percentuale, alla media mondiale. Pare che nel 2007 ci sia stato un (relativo) rallentamento, con un aumento di solo il 20 % rispetto al 25 % su scala mondiale, ma poi si è rilevata una nuova accelerazione fino ad arrivare al 50 % di crescita nel 2009 sul 2008. Nel dicembre 2010, rispetto a un anno prima, era + 70 % ma, come già osservato, lo sviluppo era quasi tutto in Sudafrica, che cresceva di un enorme 95 % rispetto al 2009.
In questo grafico vediamo un confronto fra la crescita del hoscount in Sudafrica e nel totale del continente dal 2004 al 2010.
Host internet in Africa e in Sudafrica
2004-2010
Numeri in migliaia
Nella prima metà del 2011 non si è rilevato un ulteriore aumento del hostcount in Sudafrica, ma il predominio di un solo paese su tutto il continente rimane enorme. Ci vorranno ancora alcuni anni per capire come si evolverà la tendenza.
Per la prima volta nel 2006 lAfrica, in totale, aveva superato il milione di host internet. Nel 2008 è arrivata a due milioni, a tre nel 2009 e a cinque nel 2010. Ma ancora oggi lAfrica ha meno dell1 % dellattività online nel mondo (mentre ha il 14 % della popolazione mondiale) e i suoi 5,2 milioni di host sono un numero piccolo rispetto, per esempio, a 178 milioni in Europa, 110 milioni in Asia e 54 milioni nellAmerica Latina.
In questa tabella vediamo la situazione nei 29 paesi africani con più di mille host internet (che hanno il 99 % del hoscount totale in Africa).
Numero di host
giugno 2011Per 1000
abitantiSudafrica 4.184.815 84,8 Marocco 278.661 8,7 Egitto 197.720 2,5 Namibia 77.216 35,6 Kenya 61.205 1,7 Ghana 58,857 2,5 Mauritius 51.235 39,8 Réunion 32.584 40,6 Uganda 32.169 1,1 Madagascar 30.881 1,6 Zimbabwe 30.540 2,4 Tanzania 26.278 0,6 Mozambico 22.678 1,0 Libia 17.729 2,8 Zambia 15.090 1,2 Costa dAvorio 9.862 0,5 Botswana 7.544 3,9 Angola 5.533 0,3 Ruanda 4.129 0,4 Congo * 3.211 0,05 Swaziland 2.776 2,3 Nigeria 2.498 0,02 Burkina Faso 1.951 0,1 Gambia 1.685 1,0 São Tomé & Pr. 1.645 10,4 Eritrea 1.313 0,3 Benin 1.283 0,1 Togo 1.160 0,2 Malawi 1.084 0,07 Africa 5.200.000 5,2 * Ci sono due paesi che si chiamano Congo.
Il dato qui è riferito al più grande,
la Repubblica Democratica del Congo, con capitale Kinshasa.
Laltra Repubblica del Congo, con capitale Brazzaville,
ha meno di 200 host e una densità altrettanto scarsa.
Se si esclude il Sudafrica, la densità nel resto
del continente è 1,5 host internet per mille abitanti.In Africa solo il Sudafrica (e solo dal 2010)
ha una densità rispetto alla popolazione
superiore alla media su scala mondiale che, come risulta
dai dati internazionali, è 66 host per mille abitanti.
In una situazione generale di scarsa densità vediamo che ci sono differenze rilevanti. Il più forte cambiamento nei periodi precedenti riguardava il Marocco, dove nel 2004-2005 si era rilevata una forte crescita (con una densità rispetto alla popolazione che era, in quella fase, superiore a tutti gli altri paesi del continente, fuorché il Sudafrica). Ma negli anni successivi la crescita è stata meno veloce.
Nel 2009 si era rilevata una forte crescita della Namibia (che già in precedenza aveva unattività online superiore alla maggior parte dellAfrica). Ma, come sempre, le tendenze si devono valutare su periodi più lunghi.
Nellarea mediterranea si distingue anche la situazione dellEgitto che, dopo due anni di apparente stasi nel 2003-2004, stava dando di nuovo segni di crescita nel 2005-2007 (ma, anche in questo caso, non sembra veloce lo sviluppo negli anni successivi).
Nel resto dellAfrica settentrionale lattività online rimane a livelli molto bassi. La Libia sembra dare qualche segno di sviluppo nel 2009-2011. LAlgeria, in rapporto alla popolazione, ha una densità simile a quella della Nigeria. La Tunisia non è in una situazione molto migliore.
NellAfrica sub-sahariana ci sono stati segnali di crescita in alcuni paesi, come Kenya, Mozambico e Tanzania più recentemente anche Ghana, Uganda, Madagscar e Costa dAvorio. Cè una densità relativamente elevata (rispetto al basso livello del continente) in alcuni piccoli paesi come Namibia, Zimbabwe, Botswana e Swaziland (anche Mauritius e altri paesi insulari).
In questa torta vediamo la situazione degli undici paesi africani con più di 30.000 host internet (che hanno il 98 % del totale nel continente).
11 paesi africani
Con la nuova crescita del Sudafrica, oltre l80 % del hostcount in Africa è concentrato in un solo paese. Nei primi tre più del 90 %.
Se, per una migliore leggibiltà, togliamo dal grafico il Sudafrica e i due paesi nordafricani con una maggiore attività in rete, questa è la situazione in altri quindici paesi in Africa con più di cinquemila host internet.
15 paesi africani
Lesattezza dei dati è sempre incerta, specialmente quando si tratta di piccoli numeri, ma il quadro è in continua evoluzione ed è probabile che nei prossimi anni ci siano altri cambiamenti.
Il resto dellAfrica comprende più di trenta paesi con unattività in rete molto limitata. Per esempio il numero di host internet in Nigeria, con 140 milioni di abitanti, è un terzo di quello del Liechtenstein. Così anche il Congo e ancora peggio il Sudan.
LEtiopia, con una popolazione di 80 milioni, ha 164 host (un cinquantesimo della repubblica di San Marino). In Somalia se ne rilevano 36 (mentre cè un po più attività online in Eritrea). Il numero totale di host internet in Africa è inferiore a quello in Svizzera.
Non è ancora stato assegnato un top level domain a un paese africano di nuova indipendenza. Il Sud Sudan si è separato dal Sudan il 9 luglio 2011 e ha chiesto di avere il tld SS incontrando la ragionevole obiezione che in Europa e in altre parti del mondo rischierebbe di avere uninterpretazione nazista. Il dibattito è in corso, difficile prevedere quando e come sarà risolto.
Vediamo un aggiornamento al giugno 2011 del grafico per la densità (host per mille abitanti) in 22 paesi africani con più di duemila host internet.
Host internet per 1000 abitanti
in 22 paesi africani
La dimensione del Sudafrica è ridotta del 35 % per migliore leggibilità del graficoOltre alle Mauritius e alla francese Réunion,
un altro piccolo paese insulare, São Tomé & Principe,
ha una densità superiore a quella del Marocco.
Le Seychelles sono sopra la media dellAfrica.
In altre, come Capo Verde e Comore, risulta molto scarsa.
(Vedi la nota dopo la carta geografica alla fine).
La densità più alta di tutta lAfrica sembra essere
nellisola atlantica di SantElena, ma la popolazione
è così piccola da rendere il calcolo irrilevante
(nella sua dependency Ascension la situazione
è influenzata dalla presenza di una base
dellaviazione militare americana e britannica).
È sempre necessario ricordare che per i singoli paesi, specialmente al livelli più bassi di hostcount, i dati sono incerti. Ma è un fatto evidente che in Africa (come in altre parti del mondo e particolarmente in Asia) ci sono forti differenze e la situazione, oltre che generalmente poco evoluta, è anche molto squilibrata.
Ci sono frequenti cabiamenti. Per esempio il Marocco, che dal 2005 al 2008 in base a questo criterio appariva al secondo posto dopo il Sudafrica, ora (benché continui a crescere) si trova al quinto.Come sempre, un quadro diverso (ma ugualmente con forti disparità) risulta dallanalisi in rapporto al reddito (prodotto interno lordo).
Host internet in rapporto al reddito (PIL)
in 22 paesi africani
La dimensione del Sudafrica è ridotta del 35 % per migliore leggibilità del grafico
Dal 2004 al 2006 sembrava che, rispetto al reddito, il Marocco avesse superato il Sudafrica. Ora il rapporto è di nuovo in senso inverso. Nel 2008 appariva al primo posto lo Zimbabwe e nel 2009 la Namibia, ma dal 2010 ritorna a essere il Sudafrica. Anche da questo punto di vista ci sono stati, nel corso degli anni, parecchi sviluppi e cambiamenti, ma comunque la maggior parte dellAfrica rimane ancora, secondo tutti i criteri di valutazione, in una situazione molto arretrata.
Questi grafici non possono essere presi troppo sul serio perché, come già osservato, lattendibilità dei dati è incerta e particolarmente scarsa quando si tratta di piccoli numeri. E questi sono solo alcuni esempi fra le molte e complesse situazioni che si trovano nel continente. Ma, pur in un quadro ancora molto depresso, si rilevano alcuni segni di evoluzione.
Può non essere esatto che la Namibia, con due milioni di abitanti, abbia trenta volte più host internet rispetto a un paese settanta volte più grande, come la Nigeria. O che lattività online fosse quadruplicata in Egitto fra il 2001 e il 2003 (quasi altrettanto fra il 2004 e il 2005) e in anni seguenti cresciuta ancora di più in Marocco, mentre altri paesi, anche sulle coste del Mediterraneo, rimangono molto arretrati. Ma è palesemente vero che in Africa, ancora più che nel resto del mondo, ci sono forti disparità.
Vediamo la situazione della densità anche sotto forma di carta geografica.
Host internet per 1000 abitanti
Un piccolo punto nel Golfo di Guinea indica la densità nelle isole São Tomé & Principe.
Due altri, a un livello più alto, comparirebbero
nellOceano Indiano a est del Madagascar se in questa carta fossero comprese
le isole Mauritius e la francese Réunion (e uno blu per le Seychelles).
In mezzo allAtlantico potrebbe esserci, in rosso, SantElena.
Come già rilevato, altri paesi isolani hanno una densità che li colloca nellarea bianca.
Il caso del Lesotho, che appare come un buco di bassa densità
rispetto al circostante Sudafrica, è simile a un esempio di come ci siano
forti differenze territoriali anche allinterno dei confini di ciascun paese.
È evidente che, se fosse possibile tracciare mappe più dettagliate,
in Africa ancora più che in altre parti del mondo si vedrebbe lattività in rete
concentrata nelle aree urbane e in alcuni nodi di comunicazione.
Rispetto alle altre mappe che si trovano alla fine di altri documenti nella sezione dati (mondo, Europa, Asia e America latina) questa usa una scala diversa, con valori molto più bassi.
Come si nota anche in altre parti del mondo, ci sono alcuni effetti di contiguità per esempio (ma non solo) nel caso di paesi confinanti con il Sudafrica (e di uninfluenza francese in Marocco). È sorprendente che (sempre nel limite di attendibilità dei dati) un effetto di vicinanza mediterranea abbia, finora, effetti nel Nord Africa molto inferiori ai livelli europei. Ma comunque le aree di (relativo) sviluppo riguardano solo una parte limitata del continente.
Insomma la situazione sta cambiando, in alcuni paesi ci sono sintomi di crescita, anche (proporzionalmente) veloce, ma lo sviluppo dellinternet in Africa è ancora molto arretrato. Cè un grande potenziale di crescita, ma occorrerà superare complesse difficoltà (non solo tecniche ed economiche, anche politiche, sociali e culturali).
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