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Dati

Europa

Dati sull’internet in Europa
(hostcount)

A cura di Giancarlo Livraghi

Analisi aggiornate il 12 agosto 2009
(i dati più recenti sono di giugno)

Il prossimo aggiornamento
avverrà probabilmente
in marzo o aprile 2010


 
Questa analisi è aggiornata in base ai dati internazionali
del giugno 2009 (pubblicati il 30 luglio 2009)

Analisi precedenti, a partire dall’agosto 1997,
si trovano in vari numeri della rubrica Il mercante in rete.
Per esempio nei numeri del 10 febbraio e 10 agosto 1999,
23 febbraio e 2 ottobre 2000, 21 marzo e 26 novembre 2001,
27 febbraio, 25 agosto e 27 dicembre 2002,
4 aprile 2003, 25 febbraio e 24 ottobre 2004,
20 marzo e 10 settembre 2005,
31 marzo e 12 settembre 2006
7 aprile e 31 agosto 2007
20 aprile e 20 agosto 2008
 
Per le annotazioni sul metodo
vedi la premessa ai dati internazionali
 




Crescita dell’internet in Europa

Questa è la crescita del numero di host internet europei dal 1990 al 2007.

1990 –          29.200
1991 –        129.700
1992 –        284.400
1993 –        553.400
1994 –     1.029.300
1995 –     2.206.400
1996 –     3.674.300
1997 –     5.790.000
1998 –     7.872.000
1999 –   10.268.000
2000 –   15.804.000
2001 –   22.332.000
2002 –   27.241.000
2003 –   33.708.000
2004 –   53.965.000
2005 –   71.888.000
2006 –   87.606.000
2007 – 121.869.000
2008 – 140.000.000
2009 – 160.000.000
 
Il dato 2009 è una “proiezione” basata sul hoscount del primo semestre


Vediamo questo andamento, fino al 2008, come grafico.


Host internet in Europa 1993-2008
Numeri in milioni

hostcount

Nel 1996-1997 si erano fatti alcuni tentativi di interpretare i dati di crescita dell’internet in Europa e nel mondo secondo una “curva logica” o “gaussiana” che permettesse di fare proiezioni e “previsioni”. Ma l’andamento dei dati non ha confermato quelle ipotesi. Ha un tracciato che non è riconducibile ad alcuna progressione coerente. Lo sviluppo è soggetto a troppi fattori diversi per poter tracciare proiezioni attendibili. A questo proposito, vedi un’analisi delle proiezioni fatte alcuni anni fa rispetto ai fatti che si sono poi verificati.
 

Sembra che dal 2004 ci sia, particolarmente in Europa, un’accelerazione nella crescita dell’internet. Un (relativo) minore sviluppo nel 2008 non è necessariamente un cambiamento di tendenza. La valutazione deve sempre essere fatta su periodi più lunghi.

Vediamo, in un altro grafico, il numero di host in Europa come percentuale del totale nel mondo dal 1994 al 2008.


Host internet in Europa 1994-2008
Percentuali su totale mondo

percentuali


Anche prima del 1994 c’erano state oscillazioni nel rappporto fra la crescita dell’attività online in Europa e quella su scala internazionale (in gran parte concentrata negli Stati Uniti).

Dopo varie fasi di discontinuità sembra che dal 2004 al 2007 la percentuale dell’Europa sia stata in continuo aumento, nonostante gli sviluppi che si rilevano negli altri continenti (vedi i dati internazionali e le analisi riguardanti l’Asia, l’Africa e l’America Latina). Anche in questo senso, una variazione nel 2008 non è da considerare significativa se non sarà confermata in anni successivi.



Situazione dell’internet in Europa

Prima di esaminare la situazione in Europa mi sembra opportuno aprire una piccola parentesi che riguarda specificamente l’Italia. Questo grafico rappresenta l’evoluzione del hostcount italiano rispetto al totale europeo dal 1990 al 2008.


Host internet in Italia come % dell’Europa
1990-2008

percentuale
 
Un’analisi analoga rispetto al totale mondiale si trova nel documento sui dati internazionali


Una diminuzione negli ultimi quattro anni è dovuta a una accelerazione di altri paesi più che a una crescita meno veloce dell’Italia. Vedremo nei prossimi anni se la percentuale tenderà a essere più stabile, ma comunque la situazione è molto diversa da come era dieci o quindici anni fa.

Anche da altre analisi risulta che c’è stato un cambiamento di tendenza a partire dalla seconda metà degli anni ’90, con un’accelerazione nel 1998-2000 . Ma, mentre altri indicatori (riguardanti il numero di persone online – vedi dati italiani) segnalavano un rallentamento fra il 2001 e il 2003, i dati di hostcount in Italia continuavano a crescere anche in quel periodo – e sono a un livello molto più alto di quanto si potesse immaginare nelle prime fasi di allargamento di uso dell’’internet.




Vediamo un aggiornamento della tabella che analizza i dati per i 41 paesi europei con più di 20.000 host internet.


  Numero di host
giugno 2009
Per 1000
abitanti
Germania 23.796.041 289,1
Gran Bretagna * 23.500.000 386,5
Italia 22.152.079 371,46
Francia * 21.000.000 340,6
Spagna * 14.000.000 310,7
Olanda 12.387.971 755,2
Polonia 8.906.139 227,7
Russia 7.662.783 53,9
Belgio 4.367.700 447,6
Svezia ** 4.282.108 466,3
Finlandia 4.205.461 769,5
Danimarca 3.991.400 730,4
Svizzera 3.697.344 492,4
Repubblica Ceca 3.233.337 314,3
Norvegia 3.198.298 675,2
Austria 2.991.942 360,0
Grecia 2.341.604 209,6
Ungheria 2.260.536 224,6
Romania 2.195.113 101,9
Portogallo 1.967.417 185,6
Irlanda * 1.600.000 368,8
Croazia 1.230.070 277,0
Lituania 885.064 262,9
Slovacchia 867.615 160,6
Bulgaria 706.648 92,0
Ucraina 706.485 15,3
Estonia 706.449 562,94
Slovenia * 500.000 247,7
Moldavia 367.150 92,7
Islanda 272.201 859,7
Lettonia 257.414 112,9
Serbia 255.137 25,9
Lussemburgo 220.107 462,4
Bielorussia 113.115 11,6
Georgia 104,243 23,37
Bosnia Erzegovina 69.370 17,6
Macedonia 57,763 28,3
Armenia 36.354 11,3
Malta 26.946 66,0
Andorra 23.434 289,3
Monaco 212.608 601,4
su domain .eu 118.760  
Unione Europea 132.861.000 268,6
Europa 149.287.000 210,5

* I dati disponibili per Gran Bretagna, Francia, Spagna, Irlanda e Slovenia
appaiono “sottostimati” in questo periodo e perciò qui i numeri
sono arbitrariamente, ma non irragionevolmente, aumentati.
** Nel caso della Svezia il numero tiene conto del “fenomeno Niue”.

Un caso un po’ particolare è quello dei domain “europei” .eu
di cui si rileva un utilizzo non irrilevante, ma tuttavia molto piccolo
(hoscount inferiore a quello del Principato di Monaco)
rispetto alle ambizioni “trionfalistiche” con cui
ne era stata annunciata l’istituzione nel 2006.
 

Con cifre che sono diventate più equilibrate, non è più necessaria quella “riduzione prudente” dei dati riguardanti l’Italia che era stata opportuna dal 2004 al 2006 (anche se nel 2009 il hostcount italiano sembra ancora un po’ “spvrastimato”).
Comunque l’Italia si trova in una posizione molto più avanzata di quella che aveva sei o sette anni fa, ma ancora arretrata (rispetto alla popolazione e al reddito) nel confronto con i paesi più evoluti.
 

Fra i fenomeni più rilevanti in anni recenti c’era la crescita dell’Olanda, che aveva già avuto un notevole sviluppo nel 2000-2001 e un ulteriore forte aumento nel 2004, raggiungendo il livello di densità dei paesi scandinavi.

Si è poi rilevata, a partire dal 2005, un’accelerazione della Francia – che, come era facile prevedere, ha superato l’Olanda nel 2006 – e tende ad avere un livello reale di attività in rete superiore a quello dell’Italia .

Nell’Europa orientale c’è stata la forte crescita della Polonia, ora di più della Repubblica Ceca, ma sono in continuo sviuppo anche l’Ungheria, la Romania, la Slovacchia, la Croazia e altri paesi. È in corso da alcuni anni l’evoluzione dei paesi baltici.

Nel 2008-2009 si rileva un’accelerazione dell’attività online in Russia, che tuttavia rimane ancora a un livello molto inferiore alla media europea in rapporto alla popolazione e al reddito.

Anche in aree con una penetrazione tradizionalmente molto elevata, come i paesi scandinavi, la crescita continua. È evidente che anche dove il livello di attività in rete è più alto non si è raggiunto un livello di “saturazione”.

L’Unione Europea ha 133 milioni di host, nove decimi del totale in Europa.

Finora ventidue paesi in Europa (e altri diciassette nel resto del mondo) hanno superato il milione di host internet. Quindici in Europa (in totale ventisei nel mondo) sono oltre i tre milioni. Diciassette paesi, di cui otto in Europa, sono oltre i cinque milioni. Oltrei dieci milioni sono quattordici, di cui sei in Europa. La novità di anni recenti è che fra questi c’è anche l’Italia (che ha superato i due milioni di host nel 2001, tre nel 2002, cinque nel 2003, dieci nel 2005 e venti nel 2009).

(Un altro documento nella sezione “dati” riguarda due grandi “comunità culturali” con oltre venti milioni di host internet).

Come nelle edizioni precedenti di questa analisi, il primo grafico riassume la situazione “in cifra assoluta” nei 22 paesi europei con più di un milione di host (che hanno oltre il il 96 % del hoscount totale in Europa).


22 paesi europei

20 paesi


Circa metà dell’internet in Europa è in quattro paesi (fra cui, da sei anni, c’è l’Italia). Alcuni squilibri sono un po’ diminuiti, ma rimangono forti differenze.

Alcuni paesi negli ultimi due anni hanno raddoppiato la loro attività online – mentre altri, tradizionalmente forti, hanno una crescita meno veloce. È interessante però rilevare che c’è una crescita elevata, anche recente, in paesi con un’alta densità e una consolidata presenza “storica” nell’internet. Come già osservato, non ci sono sintomi di “saturazione” neppure nei paesi più avanzati.

Il totale europeo è raddoppiato rispetto al 2005 e triplicato dal 2004. È cresciuto quasi dieci volte dal 2000.

È rilevante l’analisi che segue. Questo è un aggiornamento del grafico che mostra l’indice di densità (host per mille abitanti) nei 30 paesi europei che hanno più di 270.000 host internet.


Host internet per 1000 abitanti in 30 paesi europei

densita'

Anche se sulla velocità della crescita nel 2002-2005 si poteva avere qualche dubbio, comunque la posizione dell’Italia è notevolmente migliorata rispetto al passato – ma è ancora lontana da quella dei paesi più evoluti. Dopo aver superato nel 2000 la media dell’Europa, dal 2002 è anche oltre la media dell’Unione Europea.

L’Olanda, da cinque anni, ha raggiunto il livello “storico” dei paesi scandinavi. Si conferma la crescente densità in alcuni paesi dell’Europa orientale (in particolare della Polonia e della Repubblica Ceca, che tuttavia non hanno raggiunto l’Estonia).

Vediamo ora un aggiornamento del grafico riguardante l’attività in rete in relazione al reddito (prodotto interno lordo).


Host internet in rapporto al reddito (PIL)
in 30 paesi europei

pil
 
Per migliore leggibilità del grafico è ridotta la dimensione della Moldavia e dell’Estonia
 

Come osservato, a questo proposito, nell’analisi dei dati internazionali, prima di cedere a una tentazione di “sensazionalismo”, è meglio essere prudenti nell’affermare che il “primato storico” della Finlandia, secondo questo criterio, è stato superato da sette paesi dell’Europa orientale. O che il hostcount della Moldavia, rispetto al reddito, sia improvvisamente salito al triplo di quello degli Stati Uniti o sei volte dell’Olanda. Eccetera.

L’esattezza delle statistiche è sempre discutibile – e lo sono in particolare le due unità di misura che qui si incrociano: il calcolo del numero di host internet e le valutazioni del reddito nazionale (“prodotto interno lordo”). Non ci può essere alcuna (“certezza” sul valore numerico di singoli dati, specialmente nel breve periodo di uno o pochi anni. Ma le tendenze verificate nel tempo, e l’evoluzione generale della situazione, hanno sufficienti conferme per considerate rilevante un quadro in continuo cambiamento, in cui si confermano alcune posizioni “tradizionali” accanto a nuovi sviluppi in altre aree.

Anche in rapporto al reddito la posizione dell’Italia è molto migliorata, ma rimane ancora relativamente arretrata. Altri “grandi paesi” dell’Europa occidentale hanno un’attività online poco sviluppata rispetto alla dimensione della loro economia.

Si conferma un’ossservazione già fatta negli anni scorsi: è interessante rilevare come alcuni paesi ad alto reddito abbiano un uso così elevato dell’internet da risultare avanzati anche in base a questo criterio – mentre paesi a reddito relativamente più basso (di cui alcuni ora in veloce sviluppo) hanno un’attività online proporzionalmente forte.

Da questo punto di vista non è più così evidente come era in passato il tradizionale predominio dei paesi scandinavi, ma si nota la sua influenza sull’area baltica. Si conferma una rilevante presenza online, rispetto alla loro economia, di molti paesi dell’Europa orientale. Fra i paesi ad alto reddito è notevole, anche in questa prospettiva, la posizione dell’Olanda. Si conferma relativamente debole, da questo punto di vista, la situazione di alcuni “grandi” paesi dell’Europa occidentale.




Come si è fatto con un mappamondo nell’analisi dei dati su scala mondiale, è interessante osservare la densità di uso dell’internet in Europa anche sotto forma di carta geografica.


Host internet per 1000 abitanti

mappa
 
Da questa mappa sono quasi scomparse l’area “bianca” e quella “grigia”.
Sono ormai pochi in Europa i paesi con meno di dieci host per mille abitanti,
che rimangono numerosi in altre parti del mondo – particolarmente in Asia e in Africa.


Questa mappa è diversa da come appariva negli anni precedenti (vedi undici mappe dal 1996 al 2006). Il quadro è in continua evoluzione. Ma lo sviluppo più forte rimane concentrato, come era fin dalle origini delle rete, in sei paesi dell’area scandinava, cui si è aggiunta l’Olanda. Sono a un livello molto elevato anche la Svizzera e il Belgio.

Ci saranno probabilmente altri cambiamenti; ma per valutare evoluzioni significative occorre seguirle per un periodo abbastanza lungo. Le prospettive tendono ad assumere un significato rilevante a distanze di almeno due o tre anni – o su dimensioni di tempo anche più estese.




Uno sguardo al passato

Sembra lontana, ma non è “passato remoto”, la situazione nel 1996 – quando fu pubblicata in un libro la prima stesura di queste analisi. Può essere interessante confrontarla con i dati di oggi. C’è un confronto analogo alla fine del rapporto sui dati internazionali.

(Il prossimo aggiornamento di questa parte dell’analisi si farà con i dati di fine anno 2009).

Nel 1996 nessun paese al mondo, all’infuori degli Stati Uniti, aveva un milione di host internet. Il totale europeo aveva superato il milione due anni prima. L’Olanda e la Francia non avevano raggiunto il livello, tradizionalmente alto, della Finlandia. L’Italia, che aveva da poco sorpassato la Norvegia, era ancora molto lontana non solo dalla Finlandia, ma anche dalla Svezia.

Dieci anni fa l’Italia era al settimo posto in Europa “in cifra assoluta” e al tredicesimo per densità (host per mille abitanti). Da allora la situazione è molto cambiata – anche se, dal punto di vista della densità, l’Italia è ancora tredicesima.

Questa tabella mostra i cambiamenti nei 15 paesi europei che nel 1996 avevano più di 50.000 host internet (oggi sono 34) – con un’indicazione del fattore di moltiplicazione nel 2007 rispetto al 1996, al 1998 e al 2000.


  migliaia di host crescita 2007 su
1996 1998 2000 1996 1998 2000
Europa 3.674 7.872 15.804 x 34,0 x 15,5 x 7,7
Gran Bretagna 764 1.322 2.291 x 26,2 x 15,1 x 8,7
Germania 743 1.309 2.163 x 27,8 x 15,8 x 9,6
Finlandia 328 514 772 x 11,4 x 7,3 x 4,8
Olanda 277 533 1.624 x 38,1 x 19,8 x 6,5
Francia 252 447 1.376 x 57,0 x 32,1 x 10,4
Svezia 246 381 764 x 15,8 x 10,2 x 5,1
Italia 193 358 1.631 x 86,7 x 46,7 x 10,3
Norvegia 177 312 525 x 15,4 x 8,7 x 5,2
Svizzera 135 216 461 x 24,5 x 15,3 x 7,2
Spagna 119 258 664 x 75,6 x 34,9 x 13,6
Danimarca 111 200 436 x 29,3 x 16,3 x 7,5
Austria 99 152 504 x 26,2 x 17,0 x 5,1
Russia 69 176 335 x 50,3 x 20,8 x 10,8
Belgio 67 181 356 x 54,0 x 20,0 x 10,2
Polonia 54 110 372 x 132,1 x 64,9,5 x 19,2


La crescita dell’Europa è un po’ meno veloce della media mondiale rispetto al 1996, ma più dinamica negli ultimi cinque anni.

Su scala europea l’internet è cresciuta di venti volte in dieci anni, quasi dieci in sei ed è più che quadruplicata negli ultimi cinque. In alcuni paesi il cambiamento è stato molto più forte: in particolare in Polonia e in Italia, ma anche in Spagna, Belgio, Francia, Russia e Olanda.

Non è mai ragionevole tentare profezie. Ma sembra molto probabile che l’internet continui a crescere velocemente nei prossimi anni, in Europa come in altre parti del mondo – e che il quadro continui a cambiare, con sviluppi, almeno in parte, imprevisti e imprevedibili.


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