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Persone online nel mondo e in Europa

A cura di Giancarlo Livraghi

Analisi aggiornate il 10 ottobre 2009
(I dati più recenti sono di settembre)



Se i dati sul numero di persone che si collegano alla rete sono sempre un po’ incerti, ancora meno affidabili sono i confronti internazionali, perché spesso i criteri di rilevazione nei diversi paesi non sono omogenei. Tuttavia, per un’analisi diversa da quella basata sul numero di host (vedi i dati internazionali ed europei) può essere interessante dare un’occhiata alle informazioni disponibili.

Un servizio chiamato Internet World Stats raccoglie dati di fonti diverse (e perciò non sempre confrontabili) sul numero stimato di persone che si collegano all’internet in varie parti del mondo.

Dicono che i loro dati sono aggiornati al 30 settembre 2009, ma non è esatto, perché in aree e paesi diversi le informazioni sono più o meno recenti. Comunque il quadro non cambia in tempi brevi – per capire il significato delle valutazioni numeriche occorrono verifiche nel corso degli anni.

Alcuni altri confronti internazionali per numero di persone online si trovano nell’analisi dei dati italiani.

Secondo questa fonte, il “mitico” numero di un miliardo di persone online (di cui si favoleggia da più di dieci anni) sarebbe stato raggiunto nel 2006. Un calcolo un po’ meno esagerato porta (forse) al raggiungimento di quella cifra nel 2009. Una stima più credibile, finora, è probabilmente fra 800 e 900 milioni.

Sono “grandi numeri”. Ma, anche se fossimo davvero già arrivati a un miliardo, sarebbe il 15 % della popolazione mondiale. Otto o nove decimi dell’umanità sono ancora esclusi. (E la “gobalità” è molto relativa anche per altre risorse di informazione e comunicazione).

La crescita è notevole. Il numero di persone online nel mondo è aumentato del 50 % in tre anni, più che quadruplicato in dieci. Ma lo sviluppo è più veloce in alcune parti del mondo, in altre meno (anche se in nessuna si può definire “lento”).

In questo grafico vediamo un quadro riassuntivo per “grandi aree geografiche” (che ovviamente ha un aspetto diverso da quello definito, con un altro criterio, nell’analisi dei dati internazionali).


Grandi aree geografiche – 2009
numero di persone che si collegano all’internet

aree

(In questi calcoli il “Nord America” non comprende il Messico. È geograficamente sbagliato,
ma non irragionevole in un contesto dove si considera come “insieme” l“America Latina).


In un quadro generale di crescita, ci sono cambiamenti rilevanti. Può essere interessante confrontare questo grafico con la stessa “torta” di nove anni prima.


Grandi aree geografiche – 2000
numero di persone che si collegavano all’internet

aree


Già nel 2000 si era ridotto, rispetto ai periodi precedenti, il predominio del Nord America. L’Europa aveva superato gli Stati Uniti e l’Asia aveva raggiunto l’Europa. Ma è evidente che la tendenza di medio-lungo periodo continui a muoversi verso uno sviluppo in cui la numerosità della popolazione fa sentire i suoi effetti anche nell’uso dell’internet.

Naturalmente rimangono ancora grandi squilibri, come vediamo in questo grafico che confronta la densità rispetto alla popolazione nel 2009 con quella del 2000.

I numeri in queste analisi sono spesso esagerati (una misura più credibile è meno di due terzi).

Grandi aree geografiche
2009 in confronto al 2000

persone che si collegano all’internet
percentuali sulla popolazione

aree

La parte rossa delle barre rappresenta la crescita in nove anni – dal 2000 al 2009

Le differenze tendono a diminuire, ma sono ancora molto rilevanti. Lo sviluppo è più veloce, in proporzione, nelle aree che erano “storicamente” meno evolute. Ovviamente all’interno di ognuna delle aree (particolarmente in Asia e in Africa) ci sono differenze rilevanti fra i paesi più avanzati e quelli in cui c’è ancora una scarsa diffusione dell’internet.

La crescita nel 2009 rispetto al 2000 è (secondo questi dati) del 320 % su scala mondiale, 130 % nel Nord America, 170 % in Oceania, 290 % in Europa, 360 % in Asia, 1100 % nell’America Latina, 1400 % in Africa e 1500 % in Medio Oriente.

L’uso dell’internet continua a crescere dovunque. In nessuna parte del mondo si è raggiunto un “livello di saturazione”.




Secondo la stessa fonte, questa è la situazione nel 2009 in 21 paesi del mondo con più di 20 milioni di persone che usano l’internet.


“Utenti” internet in 21 paesi – 2009

21 paesi
 
Alcuni dati sono “arbitrariamente ma non irragionevolmente” modificati.
Per esempio è ridotta la dimensione della Cina – e anche quella della Corea.


Si conferma, anche in questo caso, la posizione ancora dominante degli Stati Uniti – ma non così forte come era in passato e non così accentuata come nell’attività che risulta dal numero di host internet (vedi dati internazionali). E continua (in proporzione) a diminuire: non perché l’uso della rete abbia smesso di crescere negli Stati Uniti, ma perché si sviluppa più velocemente nel resto del mondo.

Cinque o sei anni fa l’Italia era arrivata a collocarsi, anche da questo punto di vista, fra i primi 10 paesi del mondo (una posizione che non aveva nei primi decenni di sviluppo dell’internet). Ma ora la sua “situazione in graduatoria” è scesa al dodicesimo posto – e sta peggiorando, a causa di una crescita più veloce in altri paesi.

Nel prossimo grafico vediamo la percentuale di persone online, rispetto alla popolazione, in 28 paesi con più di 12 milioni di “utenti” internet.


“Utenti” internet in 28 paesi – 2009
percentuali sulla popolazione

28 paesi
Anche in questi dati una dimensione più realistica
è meno di due terzi delle percentuali indicate.
Come nel grafico precedente, sono “ridimensionati ” i dati
per la Cina e la Corea e modificati anche alcuni altri paesi.

Oltre ai cinque compresi in questo grafico, ci sono altri tredici paesi (di cui dieci in Europa) con una percentuale sulla popolazione superiore a quella degli Stati Uniti. Il paese più avanzato del mondo nell’uso dell’internet è l’Islanda.

In nessun paese si è vicini a un livello di “saturazione”, come dimostra il fatto che anche nelle situazioni più evolute la crescita continua.

Se (come nell’analisi dei dati internazionali di hostcount) riassumiamo la situazione sotto forma di “mappamondo”, vediamo un quadro come questo.


“Utenti” internet – 2009
percentuali sulla popolazione

mappamondo


Anche se dell’attendibilità numerica di questi dati è doveroso dubitare, il quadro complessivo è chiaro. L’evoluzione è continua, ma la “globalità” rimane molto relativa.

La diffusione dell’internet è prevalentemente in America e in Europa – cui si aggiungono alcuni paesi del Medio Oriente, dell’Asia orientale e dell’Oceania. Nel resto del mondo (benché in parecchie aree ci siano segnali di crescita veloce) la penetrazione della rete è ancora scarsa.




Secondo lo stesso criterio, e la stessa fonte, questa è la situazione nei 21 paesi in Europa con più di quattro milioni di persone che usano l’internet.


“Utenti” internet in 21 paesi europei – 2009

21 paesi


Più di metà del totale europeo è in cinque paesi (due terzi in dieci). Alcuni (in particolare nell’Europa orientale) hanno una crescita più veloce della media – ma ci sono tassi elevati di sviluppo anche in paesi tradizionalmente avanzati.

Anche altre fonti confermano che l’Italia non è più al terzo posto in Europa, perché è stata superata dalla Francia e più recentemente dalla Russia. (Per le analisi sullo sviluppo del numero di persone online in Italia, compresi anche alcuni confronti europei, vedi dati italiani).

C’è abbondante spazio di crescita per l’uso dell’internet in paesi come l’Italia. Lo conferma anche questa analisi della densità (per 100 abitanti) nei 28 paesi europei con più di tre milioni di persone online .


“Utenti” internet in 28 paesi europei – 2009
percentuali sulla popolazione

28 paesi
Anche in questo caso una dimensione più realistica
è meno di due terzi delle percentuali indicate

In un quadro di generale incertezza dei confronti internazionali, alcuni di questi dati sono poco credibili. Ci sono variazioni nel tempo dovute a diversi citeri di valutazione più che a reali tassi di crescita. Tuttavia i dati 2009 sembrano meno “squilibrati” di com’erano in anni precedenti

Anche da altre fonti l’Italia risulta meno evoluta di come appariva alcuni anni fa. Sembra scesa al di sotto della media europea. Comunque è ancora arretrata rispetto al “potenziale” concretamente realizzabile con le risorse di cui già possono disporre le imprese e le famiglie in Italia. (Come sempre, il problema è dovuto molto più a fattori culturali che alla disponibilità delle tecnologie di connessione).

Nonostate le continue variazioni, con una forte crescita in paesi “storicamente” meno evoluti, rimane il “tradizionale” predominio dei paesi scandinavi (più l’Olanda). Come risulta anche dai dati internazionali basati sull’indice di attività in rete (hostcount).

Il paese con la più alta percentuale di persone online in Europa (e nel mondo) è l’Islanda.

Oltre alle informazioni che si trovano nei dati italiani, ci sono alcuni altri confronti internazionali nelle analisi sull’Unione Europea.


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Per chi è interessato alla situazione in anni precedenti, è online
un’analisi analoga, sulla stessa fonte, con i dati del 2006


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