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Persone online nel mondo e in Europa

A cura di Giancarlo Livraghi

Analisi aggiornate il 20 luglio 2010
(I dati più recenti sono di giugno)


Se i dati sul numero di persone che si collegano alla rete sono sempre un po’ incerti, ancora meno affidabili sono i confronti internazionali, perché spesso i criteri di rilevazione nei diversi paesi non sono omogenei. Tuttavia, per un’analisi diversa da quella basata sul numero di host (vedi i dati internazionali ed europei) può essere interessante dare un’occhiata alle informazioni disponibili.

Un servizio chiamato Internet World Stats raccoglie dati di fonti diverse (e perciò non sempre confrontabili) sul numero stimato di persone che si collegano all’internet in varie parti del mondo.

Dicono che le loro statistiche sono aggiornate al 30 giugno 2010,
ma non è esatto, perché in paesi diversi le informazioni sono più o meno recenti.
(Per esempio i dati riguardanti l’Italia sono ancora quelli del 2006).
Comunque il quadro non cambia in tempi brevi – per capire il significato
delle valutazioni numeriche occorrono verifiche nel corso degli anni.

Notizie più recenti e complete sulle persone online in Italia si trovano nell’analisi dei dati italiani.

Secondo questa fonte, il “mitico” numero di un miliardo di persone online (di cui si favoleggia da più di dieci anni) sarebbe stato raggiunto nel 2006. Un calcolo un po’ meno esagerato porta (forse) al raggiungimento di quella cifra nel 2010. Sono “grandi numeri”, ma la strada è ancora lunga. Anche se fossimo davvero già arrivati a un miliardo, sarebbe il 15 % della popolazione mondiale. Otto o nove decimi dell’umanità rimangono esclusi. (E la “gobalità” è molto relativa anche per altre risorse di informazione e comunicazione).

La crescita è notevole. Il numero di persone online nel mondo è aumentato del 50 % in tre anni, più che quadruplicato in dieci. Ma lo sviluppo è più veloce in alcune parti del mondo, in altre meno (anche se in nessuna si può definire “lento”).

In questo grafico vediamo un quadro riassuntivo per “grandi aree geografiche” (che ovviamente ha un aspetto diverso da quello definito, con un altro criterio, nell’analisi dei dati internazionali).


Grandi aree geografiche – 2010
numero di persone che si collegano all’internet

aree

(In questi calcoli il “Nord America” non comprende il Messico. È geograficamente sbagliato,
ma non irragionevole in un contesto dove si considera come “insieme” l“America Latina).


In un quadro generale di crescita, ci sono cambiamenti rilevanti. Può essere interessante confrontare questo grafico con la stessa “torta” di dieci anni prima.


Grandi aree geografiche – 2000
numero di persone che si collegavano all’internet

aree


Già nel 2000 si era ridotto, rispetto ai periodi precedenti, il predominio del Nord America. L’Europa aveva superato gli Stati Uniti e l’Asia aveva raggiunto l’Europa. Ma è evidente che la tendenza di medio-lungo periodo continui a muoversi verso uno sviluppo in cui la numerosità della popolazione fa sentire i suoi effetti anche nell’uso dell’internet.

Naturalmente rimangono ancora grandi squilibri, come vediamo in questo grafico che confronta la densità rispetto alla popolazione nel 2010 con quella del 2000.

I numeri in queste analisi sono spesso esagerati (una misura più credibile è meno di due terzi).


Grandi aree geografiche
2010 in confronto al 2000
persone che si collegano all’internet
percentuali sulla popolazione

aree
La parte rossa delle barre rappresenta la crescita in dieci anni – dal 2000 al 2010


Le differenze tendono a diminuire, ma sono ancora molto rilevanti. Lo sviluppo è più veloce, in proporzione, nelle aree che erano “storicamente” meno evolute. Come è evidente se vediamo lo stesso grafico impostato secondo le percentuali.


Grandi aree geografiche
2010 in confronto al 2000
persone che si collegano all’internet
percentuali rispetto al totale attuale in ciascuna area

aree
La parte rossa delle barre rappresenta la crescita in dieci anni – dal 2000 al 2010


In tutte le aree, anche in quelle “storicamente” più evolute, il totale è più che raddoppiato in dieci anni. È più che quadruplicato in Europa. Ma la percentuale di crescita è particolarmente alta in Africa e (su dimensioni molto più grandi) nell’America Latina.

Ovviamente all’interno di ognuna delle aree (particolarmente in Asia e in Africa) ci sono differenze rilevanti fra i paesi più avanzati e quelli in cui c’è ancora una scarsa diffusione dell’internet. Ma ci sono, dovunque, ancora ampie possibilità di sviluppo.




Secondo la stessa fonte, questa è la situazione nel 2010 in 20 paesi del mondo con più di 20 milioni di persone che usano l’internet.


“Utenti” internet in 20 paesi – 2010

20 paesi
 
Alcuni dati sono “arbitrariamente ma non irragionevolmente” modificati.
Per esempio è ridotta la dimensione della Cina – e anche quella della Corea.


Si conferma, anche in questo caso, la posizione ancora dominante degli Stati Uniti – ma non così forte come era in passato e non così accentuata come nell’attività che risulta dal numero di host internet (vedi dati internazionali). E continua (in proporzione) a diminuire: non perché l’uso della rete abbia smesso di crescere negli Stati Uniti, ma perché si sviluppa più velocemente nel resto del mondo.

Vediamo, per un confronto, la suituazione (secondo la stessa fonte) quattro anni fa – per quelli che erano, allora, i primi 20 paesi del mondo per numero totale di persone che si collegano all’internet.


“Utenti” internet in 20 paesi – 2006

20 paesi


Prima di essere superata dalla Francia nel 2006, l’Italia era arrivata a collocarsi, da questo punto di vista, al settimo posto del mondo (una posizione che non aveva nei primi decenni di sviluppo dell’internet). Ma ora è scesa a dodicesima “in graduatoria” – e la sua situazione sta peggiorando, a causa di una crescita più veloce in altri paesi.

Nel prossimo grafico vediamo la percentuale di persone online, rispetto alla popolazione, in 30 paesi con più di 10 milioni di “utenti” internet.

Un’anomalia in questa fonte è la mancanza di un aggiornamento
dal 2006 al 2010 dei dati riguardanti l’Italia.
Perciò qui è inserita (in colore “pallido”)
una “arbitraria ma non irragionevole” correzione.


“Utenti” internet in 30 paesi – 2010
percentuali sulla popolazione

30 paesi
Anche in questi dati una dimensione più realistica
è meno di due terzi delle percentuali indicate.
Come nel grafico precedente, sono “ridimensionati ” i dati
per la Cina e la Corea e modificati anche alcuni altri paesi.

Oltre ai sei compresi in questo grafico, ci sono altri tredici paesi (di cui dieci in Europa) con una percentuale sulla popolazione superiore a quella degli Stati Uniti.

Dovremo attendere futuri aggiornamenti per poter valutare la crescita in Italia in confronto l resto del mondo. Ma &egrabe; comunque chiaro che ci vorrebbe una maggiore accelerazione per avvicinare la situazione italiana a quella dei paesi più evoluti.

Vediamo un confronto, anche dal punto di vista della densità, con quella che era la situazione in 20 paesi nel 2006.


“Utenti” internet in 20 paesi – 2006
percentuali sulla popolazione

20 paesi


La crescita continua dovunque, ma sono sempre più numerosi i paesi con uno sviluppo superiore a quello dell’Italia. E questo è confermato anche da un aggiornamento sulla situazione in Europa.




In Europa


Secondo lo stesso criterio, e la stessa fonte, questa è la situazione nei 21 paesi in Europa con più di quattro milioni di persone che usano l’internet.


“Utenti” internet in 21 paesi europei – 2010

21 paesi


Più di metà del totale europeo è in cinque paesi. Alcuni (in particolare nell’Europa orientale) hanno una crescita più veloce della media – ma ci sono tassi elevati di sviluppo anche in paesi tradizionalmente avanzati.

Può sembrare “sensazionale” che nel 2010 la Russia abbia superato (di poco, per ora) la Gran Bretagna, ma non è sorprendente. Era inevitabile che, presto o tardi, con più del doppio della popolazione, la Federazione Russa si portasse più avanti per numero totale di persone in rete. Verrà probabilmente il giorno in cui sorpasserà anche la Germania e così sarà al primo posto in Europa in “cifra assoluta” (ma, come vedremo poco più avanti, ha una densità ancora scarsa).

Anche altre fonti confermano che l’Italia non è più al terzo posto in Europa, perché è stata superata dalla Francia e più recentemente dalla Russia. Ci sino stati notevoli cambiamenti in pochi anni, come vediamo in un confronto con la situazione nel 2006.


“Utenti” internet in 21 paesi europei – 2006

21 paesi


Come già rilevato nel quadro internazionale, l’Italia era stata superata dalla Francia nel 2006. E anche nel resto dell’Europa ci sono vari cambiamenti (benchè non tutti siano reali – alcuni sono da attribuire a errori nella rilevazione dei dati).

Ci vorrebbe una forte accelerazione della crescita per collocare l’Italia a un livello più adeguato al suo ruolo in Europa. Lo conferma anche questa analisi della densità (per 100 abitanti) nei 26 paesi europei che hanno (secondo questa fonte) più di tre milioni di persone online.

Anche qui, come nel grafico di confronto su scala mondiale,
è inserita (in colore “pallido”) una “stima” di correzione
del mancato aggiornamento dei dati riguardanti l’Italia.


“Utenti” internet in 26 paesi europei – 2010
percentuali sulla popolazione

26 paesi
Anche in questo caso una dimensione più realistica
è circa due terzi delle percentuali indicate


Nonostate le continue variazioni, con una forte crescita in paesi “storicamente” meno evoluti, rimane il “tradizionale” predominio dei paesi scandinavi (più l’Olanda). Come risulta anche dai dati internazionali basati sull’indice di attività in rete (hostcount).

Il paese con la più alta percentuale di persone online in Europa (e nel mondo) è l’Islanda.

Probabilmente non è vero che (come potrebbe sembrare dai dati “non aggiornati” di questa fonte) l’Italia sia scesa al di sotto della media in Europa. Ma è probabile che la situazione italiana sia peggiorata rispetto all’Unione Europea – comunque rimane debole non solo in confronto ai paesi più avanzati, ma anche ad alcuni di sviluppo recente.

Vediamo un ultimo confronto con la situazione nel 2006.


“Utenti” internet in 30 paesi europei – 2006
percentuali sulla popolazione

26 paesi

Alcuni dati nel 2006 erano palesemente sballati. Per esempio non era credibile
che il Portogallo potesse avere una densità superiore a tre paesi scandinavi
o la Bielorussia a sei dell’Unione Europea.
 

Come già osservato, in questa fonte manca, finora, un aggiornamento per l’Italia dopo il 2006. Ma comunque lo sviluppo è inadeguato in confronto all’Europa e ai paesi più evoluti nel resto del mondo.

Il fatto è che siamo ancora lontani dal “potenziale” concretamente realizzabile con le risorse di cui già possono disporre le imprese e le famiglie in Italia. Come sempre (nonostante i danni provocati dalla giungla tariffaria e dalla disinformazione dominante) il problema è dovuto molto più a fattori culturali che alla disponibilità delle tecnologie di connessione.

Oltre alle informazioni che si trovano nei dati italiani, ci sono alcuni altri confronti internazionali nelle analisi sull’Unione Europea (basate sulle statistiche “ufficiali” Eurostat).


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Per chi è interessato alla situazione in anni precedenti, è online
un’analisi analoga, sulla stessa fonte, con i dati del 2005 e 2006


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