summary available in English



Dati

Italia

Dati sull’internet in Italia

A cura di Giancarlo Livraghi

Analisi aggiornate al 25 gennaio 2010
(i dati più recenti sono del novembre 2009)



 
I dati sull’internet in Italia,
basati sul hostcount e confrontati
con quelli di altri paesi, si trovano
nelle analisi europea e internazionale
 
Qui ci sono dati sulle persone
che si collegano alla rete in Italia
 


Alcune annotazioni sulla rilevanza dei dati

In tutte le ricerche “demoscopiche” (come in ogni altra statistica)
ci sono problemi di interpretazione e di significatività dei dati,
che non derivano solo dalla validità quantitativa e qualitativa
del “campione”, ma anche dal modo in cui è condotta la ricerca.
L’esperienza dimostra che i dati sul numero di “utenti” internet
sono spesso sfasati “per eccesso” – anche se, con la crescita dell’esperienza
e l’aumento delle quantità, il fattore di errore tende a diminuire.
Queste analisi sono basate su dati che hannno continuità metodologica
da più di dieci anni e perciò, mentre l’esattezza aritmentica
non può essere mai garantita da alcuna statistica,
hanno una ragionevole significatività nelle linee evolutive.



Persone che usano l’internet in Italia


I dati sul numero di “utenti” dell’internet, in tutto il mondo, sono imprecisi, poco attendibili e spesso esagerati. Ma sembra credibile che il numero di persone online in Italia si possa collocare (secondo diversi criteri di frequenza d’uso) fra i 18 e i 21 milioni. Con una tendenza a crescere che da parecchi anni, e in particolare dal 1998, è continua nel tempo – ma dal 2001 è meno veloce.

Come sempre... ci sono stime discordanti. Tuttavia le differenze fra varie fonti sono meno accentuate oggi di quanto fossero alcuni anni fa. Questo può dipendere dal fatto che i metodi di ricerca sono migliorati con l’esperienza, ma è anche dovuto alla maggiore diffusione della rete – quindi non solo a una base statistica più ampia, ma anche a una migliore capacità delle persone di definire il proprio comportamento.
 

L’analisi dimostra che, rispetto alla fine del secolo scorso, la situazione è sostanzialmente cambiata. L’internet in Italia non è ancora “per tutti”, ma non è più “per pochi” – e c’è una tendenza talvolta discontinua, ma solida e durevole, a un uso sempre più diffuso della rete.

È probabile che ci sia una parte della popolazione italiana che si sente estranea alla rete e non sarà mai personalmente online (semai chiedendo aiuto ad altri quando ne ha la necessità). Ma, come vedremo più avanti, siamo ancora lontani da una “soglia di saturazione” e non abbiamo basi attendibili per poterne valutare l’ipotetica dimensione.

L’evoluzione non è costante né omogenea. Per esempio nel 2001 (non solo in Italia) c’è stato un rallentamento – nel 2002-2003 si sono rilevati periodi di stasi, o anche di diminuzione, dei collegamenti alla rete, che non sono sempre riconducibili alle abituali oscillazioni stagionali. Sembra che dalla seconda metà del 2003 ci sia una nuova fase di crescita, meno veloce (in proporzione) che nel 1998-2000, ma con una tendenza di sviluppo più forte di qualsiasi altro strumento di informazione e comunicazione.




Le analisi di Eurisko mi sembrano particolarmente rilevanti, anche perché permettono un confronto diretto con i dati della stessa fonte pubblicati in questo sito dieci anni fa – e con una serie storica che ho avuto la possibilità di seguire regolarmente nel tempo. Brevi riassunti della situazione in anni recenti sono stati pubblicati nella rubrica Il mercante in rete nel febbraio 2002, febbraio 2004, luglio 2005, gennaio e aprile 2007, aprile e agosto 2008, agosto e dicembre 2009.

Secondo i dati rilevati da questo istituto fino al dicembre 2009 il numero totale di persone che accedono alla rete in Italia, anche occasionalmente, sarebbe salito a quasi 22 milioni, che si riducono a 21 se si escludono gli accessi in situazioni esterne, come corsi di formazione, presso amici, in biblioteca o “bar” – e a meno di 19 se si considerano le persone che dicono di collegarsi “almeno una volta alla settimana”.

All’interno di un totale che continua a crescere. anche se meno velocemente di quanto si prevedeva, pare che sia gradualmente aumentando la frequenza d’uso. Cioè sono ancora molti gli italiani che non hanno familiarità con l’internet, ma le persone che conoscono la rete tendono a usarla più spesso. (Secondo uno studio di Eurisko poco meno di metà delle persone che usano l’internet in Italia dice di farlo “tutti i giorni”).

I fattori in gioco sono molti e complessi. Potrebbero esserci nuovi e imprevedibili rallentamenti – mentre un “salto di qualità” nei contenuti e dei servizi, e la diffusione di una più seria e concreta cultura della rete, potrebbero innescare sviluppi capaci di andare molto oltre le dimensioni oggi prevedibili.

Comunque, una cosa è chiara: l’andamento dell’internet in generale, e particolarmente nei paesi più evoluti, indica che siamo ancora molto lontani da un’ipotetica “soglia di saturazione”.

Intanto la crescita continua, anche se ha avuto alcune fasi di rallentamento, come vediamo in questo grafico che riassume l’evoluzione dal 1997 al 2008.


“Utenti” internet in Italia 1997-2008
Numeri in migliaia

crescita
 
I dati su cui si basa questo grafico sono un po’ diversi
da quelli della stessa fonte che vedremo più avanti.
In questo caso la definizione di “utente” è molto estesa.
Si riferisce a persone che “dicono di essersi collegate
almeno una volta negli ultimi tre mesi”.


Si nota una differenza fra l’uso “domestico” e quello “dal lavoro”. In passato la rete in Italia si era sviluppata soprattutto negli uffici (fino al 1998 anche l’uso “da scuola” era superiore a quello “da casa”). Dall’inizio del 2000 si era esteso di più l’uso nelle famiglie. Dalla seconda metà del 2003 alla fine del 2005 si era rilevata una tendenza diversa, con una maggiore crescita dei collegamenti dall’ufficio (che recuperavano il terreno perduto in periodi di stasi o di diminuzione).

Sembra che nel 2006-2008 ci sia stato, di nuovo, un più forte sviluppo dell’uso “da casa” (ma, come vedremo, con una crescita meno veloce rispetto all’Europa e al resto del mondo). Mentre l’uso dall’ufficio appariva statico – talvolta in diminuzione – ma sembra che l’andamento stia un po’ cambiando nel 2009.

La crescita generale ha avuto alcune fasi di minore velocità, ma nel complesso è tutt’altro che “lenta”, come è confermato anche da altre fonti. Da varie analisi risulta che la frequenza d’uso aumenta un po’ più velocemente del numero totale di persone che usano la rete.

Comunque l’evoluzione è continua. I dati complessivi sono la “somma algebrica” di tendenze contrastanti: alcuni iniziano o aumentano la loro attività online, mentre altri la interrompono o la riducono. Anche indipendentemente dalla velocità di crescita totale, il quadro è sempre in continuo cambiamento.

La natura confusa e bizzarra delle più diffuse “notizie” e commenti sull’internet è stata ed è un motivo di perplessità e confusione. Un perenne intrico di paure esagerate, promesse fantasmagoriche e insulsi pettegolezzi puo’ disorientare anche chi ha una consolidata esperienza della rete, ma soprattutto scoraggia e confonde chi sta cominciando a usarla (o, assillato dalla disinfomazione, esita a farlo).
Vedi La stupidità delle tecnologie e una serie di articoli su questo argomento.
 

Il grafico che segue indica linee di tendenza basate sulle rilevazioni di Eurisko dal gennaio 2001 al dicembre 2009. I dati si riferiscono a “utenti” relativamente “abituali” (cioè persone che dicono di essersi collegate all’internet “almeno una volta negli ultimi 7 giorni”).


“Utenti” internet in Italia
gennaio 2001 – dicembre 2009

Numeri in migliaia

2001-2009


Sembra esserci uno sviluppo più veloce nel 2009, da marzo a maggio – e poi di nuovo in ottobre-novembre, dopo l’abituale diminuzione estiva. Occorreranno verifiche nei periodi seguenti (probabilmente fino a febbraio o marzo 2010) per capire il senso dell’evoluzione.

Nonostante le oscillazioni (non solo stagionali) si conferma, nel corso degli anni, una tendenza in crescita – benchè finora sia stata debole rispetto agli sviluppi in altri paesi, come è visibile in alcune analisi seguenti.

Il numero totale di persone che dicono di essersi collegate “negli ultimi sette giorni” aveva superato i dieci milioni nell’aprile 2005 – undici in novembre. Dodici nel maggio 2006, tredici nel settembre 2007, quindici nel novembre 2008. Nel 2007-2009 appare meno accentuata la diminuzione nella fase “estiva”. Superati nell’aprile 2009 i 17 milioni, si è raggiunto un nuovo “massimo storico” in maggio e poi ancora in ottobre e novembre (in ottobre superati, per la prima volta, i 18 milioni).

L’uso della rete dal luogo di lavoro, che aveva avuto alcune diminuzioni, seguite da una lunga fase statica, sembrava in ripresa dall’autunno 2003. Anche nella prima metà del 2006 era cresciuto più velocemente dell’uso da casa. Per la prima volta nell’aprile 2006 il numero di persone che si collegano dall’ufficio aveva superato i cinque milioni. Un nuovo “massimo storico” si era rilevato nel maggio 2006, ma non era stato confermato nei mesi e anni seguenti. Nel 2008 l’andamento è stato quasi statico, ma dal marzo 2009 sembra esserci un nuovo sviluppo – superati, per la prima volta, i sei milioni in ottobre. (Come già osservato, la vautazione della tendenza richiederà tempi più lunghi).

Nell’uso da casa si erano superati per la prima volta i 10 milioni nel giugno 2007 e si è saliti a 12 nel maggio 2008, riconfermati in settembre dopo una poco accentuata diminuzione estiva e con un nuovo “massimo storico” in dicembre. Dall’aprile 2009 si sono superati i 15 milioni. In ottobre, per la prima volta, i 16.

Prima e dopo la “fase estiva” del 2009 sembra esserci stata una crescita più veloce che negli anni precedenti. Ma è ancora presto per poter capire il significato della tendenza. Una diminuzione in dicembre è “stagionale”, ma non è chiaro perché sembri un po’ più accentuata (in particolare dal luogo di lavoro) nel 2009. Una migliore comprensione degli sviluppi non si avrà prima della rilevazione dei dati di febbraio e marzo 2010.

Nel novembre 2009 rispetto a un anno prima, in base a questo criterio, la crescita dei collegamenti è del 17 % in totale, 28 % da casa e 11 % dal luogo di lavoro.

Si conferma, comunque, che continua a crescere la diffusione della rete in Italia – con uno sviluppo talvolta discontinuo, ma tendenzialmente rilevante nel medio-lungo periodo. Nel 2009 il totale è triplicato rispetto al 2001.

Se osserviamo la tendenza, negli anni più recenti, in base alla stessa fonte, ma secondo un concetto più esteso di “utenti” (persone che dicono di essersi collegate “almeno una volta negli ultimi 30 giorni”) questo è l’andamento dall’aprile 2004 al dicembre 2009.


“Utenti” internet in Italia
aprile 2004 – dicembre 2009

Numeri in migliaia

2004-2009


L’evoluzione è un po’ diversa da quella dell’uso “frequente”, con minori oscillazioni stagionali. Anche da questo punto di vista si era rilevata una crescita dopo la “fase estiva” nel 2006, con un “massimo storico” in ottobre superiore a tutti i periodi precedenti nell’uso totale e nei collegamenti da casa, seguita da una stasi negli ultimi due mesi del 2006 e nei primi quattro del 2007. C’era poi stata una nuova crescita in maggio-luglio (in totale superati, per la prima volta, i 15 milioni nel maggio 2007) e un aumento nell’ultimo trimestre (oltre 16 milioni in novembre) che era continuato nel 2008 (da marzo più di 17, in dicembre più di 18 milioni).

Oltre 19 milioni nell’aprile 2009, raggiunto un “massimo storico” in maggio e di nuovo in ottobre e novembre (in ottobre superati, per la prima volta, i 20 milioni).

Secondo questo criterio nel novembre 2009 si rileva una crescita, rispetto a un anno prima, del 9 % in totale, 23 % da casa e 9 % dal luogo di lavoro (non risulta aumentato l’uso da scuola).

In una prospettiva più estesa nel tempo, il totale è aumentato del 67 % in cinque anni (rispetto al gennaio 2005).




Secondo i dati Nielsen NetRatings diffusi il 7 agosto 2009 da Jack Marshall su “clickz” questa era la situazione in dieci paesi fino al giugno 2009 per numero di persone che si collegano all’internet (dati in “cifra assoluta” – esclusi, per leggibilità del grafico, gli Stati Uniti che, secondo questa fonte, hanno 173 milioni di persone online).


“Utenti” internet in 9 paesi
Numeri in milioni
La parte rossa delle barre rappresenta la crescita in tre anni
(dal marzo 2006 al giugno 2009)

9 paesi
 
Persone che dicono si essersi collegate alla rete “negli ultimi 30 giorni”


L’attendibilità di questi dati è sempre dubbia, specialmente nei confronti internazionali, ma possiamo sperare che, poiché provengono dalla stessa fonte, non ci siano troppe differenze nei metodi di rilevazione.

La situazione dell’Italia non è incoraggiante. Lo sviluppo sembra debole in confronto ad altri paesi. C’è invece una notevole crescita della Francia, che sembra aver superato, nel maggio 2009, la posizione (tradizionalmente forte) della Gran Bretagna.

È evidente che il Brasile, con 184 milioni di abitanti e un forte sviluppo di attività in rete, nel “medio-lungo periodo” possa superare i “grandi paesi” europei. Ma quella che è stata “sorpassata” nel 2007 è l’Italia.

Può essere utile vedere lo stesso grafico in forma di percentuali sul totale (compresi gli Stati Uniti) per confrontare le velocità relative di crescita.


“Utenti” internet in 10 paesi
Percentuali di crescita

10 paesi


Lo sviluppo in Italia (+ 25 % in tre anni) in proporzione non è “lento”, ma dovrebbe essere più veloce per poter accorciare le distanze rispetto ai paesi più evoluti.

Vediamo nel prossimo grafico gli stessi dati come percentuali sulla popolazione.


“Utenti” internet in 10 paesi
Percentuali sulla popolazione

10 paesi


Risulta anche da altre fonti (benché con dati diversi da questi) che l’Italia è stata superata dalla Francia e dalla Spagna, per densità rispetto alla popolazione, nel 2006.

Secondo questa fonte, sembra che nel corso degli anni si siano accorciate le distanze (rispetto alla popolazione) fra la Francia, la Germania e la Gran Bretagna (ora le differenze fra i tre paesi sono troppo piccole per poter essere singificative – anche se la progessione della Francia sembra aver conferme ripetute nel tempo).

Anche nei paesi più avanzati la crescita continua. Non c’è motivo di pensare che si sia raggiunto, in alcuna parte del mondo, un “livello di saturazione”. Ci sono dovunque ulteriori possibiltà di crescita. Ma, anche dove l’internet è da oltre dieci anni “per molti”, non è “per tutti”.


Un comunincato diffuso da Comscore il 23 gennaio 2009 offre una valutazione del numero di persone (dai 15 anni in su) collegate all’internet alla fine del 2008.

Secondo questa fonte si è arrivati a un miliardo di persone online su scala mondiale. La realtà, probabilmente, è circa 900 milioni. Ma anche quando il miliardo sarà raggiunto, si tratterà del 15 per cento della popolazione. Come commenta giustamente Erick Schonfeld, “la strada è ancora lunga”.

In questo grafico vediamo la situazione, in base ai dati di Comscore, per “grandi aree geografiche”


“Utenti” internet
per grandi aree geografiche

aree geografiche 

La dimensione dell’Asia è “arbitrariamente ma non irragionevolmente”
ridotta per correggere vautazioni discutibili in alcuni paesi.
Forse non è ancora dimostrato che abbia superato l’Europa,
ma è inevitabile che l’Asia, con il 60 per cento della popolazione mondiale,
aumenti la sua presenza anche per numero di persone online.


Questa è la situazione, in base alla stessa fonte, in undici fra i paesi con il maggior numero di persone online. Esclusi, per leggibiltà del grafico, gli Stati Uniti (163 milioni) e il Giappone (60).


“Utenti” internet in 11 paesi
Numeri in milioni

11 paesi


L’Italia si conferma “fra i primi dieci”, ma la sua debolezza è evidente rispetto alla popolazione, come vediamo nel prossimo grafico (compresi, in questo caso, gli Sati Uniti e il Giappone).


“Utenti” internet in 13 paesi
Percentuali sulla popolazione

13 paesi


Benché con dati diversi, varie analisi confermano che ci sono anche altri paesi, oltre a questi, con una densità rispetto alla popolazione superiore a quella degli Stati Uniti. Comunque in tutti i paesi, compresi quelli a più alta densità, ci sono ancora ampi spazi di sviluppo.

Altre statistiche della stessa fonte, pubblicate il 27 maggio 2009 (dati di aprile) riguardano specificamente l’Europa (con l’aggiunta della Turchia).


“Utenti” internet in 17 paesi
Numeri in milioni

17 paesi


“In cifra assoluta” l’Italia è al quinto posto in Europa, ma anche in questi dati si rivela la sua debolezza rispetto alla popolazione, come vediamo nel prossimo grafico.


“Utenti” internet in 17 paesi
Percentuali sulla popolazione

17 paesi


L’Italia non è solo (insieme al Portogallo) il paese più arretrato dell’Europa “occidentale”, ma anche al di sotto della media europea. Il quadro è ancora peggiore se si tiene conto della frequenza d’uso.


Un altro confronto internazionale risulta da uno studio del Censis pubblicato nel 2007 (che, come quelli precedenti, riguarda anche altri strumenti di informazione e comunicazione). Vediamo qual era, secondo questa fonte, la situazione di uso dell’internet in cinque paesi europei nel 2006.


“Utenti” internet in 5 paesi europei
Percentuali sulla popolazione dai 14 anni in su

5 paesi
 
La parte più scura delle barre rappresenta l’uso “abituale”

Non c’è motivo di pensare che la situazione
sia sostanzialmente cambiata negli anni seguenti,
se non per un più veloce aumento dell’uso dell’internet in Francia,
che probabilmente (rispetto alla popolazione) ha superato la Germania.
 

In questo caso la definizione di “uso dell’internet” (come di altre risorse di informazione e comunicazione) si basa su un utilizzo dichiarato relativamente frequente (“almeno una volta nell’ultima settimana” – e si considera “abituale” se è “almeno tre volte nella settimana”). Il dato, perciò, è più rilevante di quelli basati su una definizione più estesa di “utente”.

In questo studio del Censis dovrebbe esserci una buona attendibilità dei confronti internazionali, perché si tratta di un’indagine svolta con la precisa intenzione di avere dati omogenei e direttamente confrontabili in cinque paesi.

Anche secondo questa fonte l’uso della rete in Italia è in aumento, ma rimane debole rispetto alla situazione di altri paesi. È interessante rilevare (come già indicato da altri studi di questo genere) che un maggior uso delle rete si ha dove c’è anche una maggiore diffusione di altre risorse (e in particolare della lettura di libri e giornali). Cioè si conferma che, anche a livello internazionale, c’è un divario fra abbondanza e scarsità, “abbienti” e “non abbienti” di informazione e comunicazione.


Un comunicato diffuso da Eurostat il 27 novembre 2008 indica il numero di abitazioni (household) con un collegamento all’internet nei 27 paesi dell’Unione Europea, più altri tre in Europa, come percentuale del totale in ciascun paese.


Abitazioni con un collegamento all’internet in 30 paesi
(di cui 27 dell’Unione Europea)

Percentuali sul totale household

30 paesi
 
La parte rossa delle barre indica la crescita in un due anni – dal 2006 al 2008
 

Spesso le statistiche “ufficiali” dell’Unione Europea offrono dati, per l’Italia, ancora più deboli di quelli che risultano da altre fonti. E sono anche peggiorati (in confronto agli altri paesi) rispetto a quelli di anni precedenti.

È chiaro che in Europa (come in tutto il mondo) ci sono ancora ampi spazi di sviluppo. Ma particolarmente in Italia, dove (nonostante la crescita che, come abbiamo visto, sembra un po’ più veloce nel 2009) la diffusione della rete è ancora molto lontana dai livelli dei paesi più evoluti e notevolmente al di sotto della media nell’Unione Europea.

Altri confronti si trovavano in un comunicato diffuso da Eurostat il 3 dicembre 2007 (dati del secondo trimestre di quell’anno) sull’uso dell’internet in 26 paesi dell’Unione Europea (mancano i dati per Malta) più due paesi europei che non fanno parte dell’Unione (Islanda e Norvegia).


“Utenti” internet in 28 paesi
(di cui 26 dell’Unione Europea)

Percentuali sulla popolazione

28 paesi
 
La parte rossa delle barre indica la crescita in un anno – dal 2006 al 2007
Dati riferiti all’uso “almeno una volta alla settimana”


Secondo questa fonte, nell’Unione Europea più di metà della popolazione usa un collegamento alla rete. In sette paesi la penetrazione è molto alta (oltre il 70 %) e in tre (Islanda, Olanda e Norvegia) supera l’80 per cento. Anche da altre fonti, come abbiamo visto, risulta che l’Italia è fra i paesi con la crescita meno veloce e si trova in una posizione più arretrata, rispetto ad altri, di quella che aveva tre anni prima.

Analisi più dettagliate si trovano in un
supplemento dedicato all’Unione Europea.




I grafici che seguono sono basati sui dati di un rapporto generale Eurisko del marzo 2008 (dati aggiornati alla fine del 2007) che, come quelli prededenti, suddivide le personse online per caratteristiche demografiche.

Vediamo la situazione per grandi aree geografiche.


“Utenti” internet per aree geografiche
Percentuali

aree


Nel corso degli anni la situazione si è evoluta verso un maggiore equilibrio, ma rimane ancora una diffusione relativamente più bassa nell’Italia meridionale e insulare. (Nell’uso “frequente” della rete si rileva, ancora oggi, una maggiore concentrazione nel nord-ovest).

Poichè l’evoluzione di queste tendenze non segna grandi cambiamenti in periodi brevi, nel grafico che segue il confronto è con otto anni prima.

Naturalmente in questo grafico, come in quelli analoghi che seguono più avanti, occorre tener conto del fatto che il numero di persone online otto anni fa era meno di un terzo di quello di oggi. In “cifra assoluta” tutte le categorie sono aumentate.


“Utenti” internet per aree geografiche
1999-2007

Percentuali su totale “utenti”

aree


È evidente una progressiva tendenza, nel medio-lungo periodo, verso un maggiore equilibrio.

La situazione è un po’ diversa se si distingue l’uso “domestico” da quello dal luogo di lavoro.


“Utenti” internet per aree geografiche
Percentuali

aree


Benché anche da questo punto di vista le differenze si siano attenuate, ancora oggi l’uso dal lavoro appare più concentrato nel nord-ovest, meno nel nord-est e nell’Italia meridionale e insulare.

Il prossimo grafico riguarda la suddivisione per grandezza di centri.


“Utenti” internet per grandezza di centri
Percentuali

centri

Nel corso degli anni le differenze si sono molto attenuate, ma rimane uno squilibro a favore dei centri più grandi. Comunque, ormai da parecchio tempo, non c’è più una concentrazione dominante nelle grandi aree urbane. L’uso della rete è distribuito su tutto il territorio. Il quadro non cambia se si considera l’uso “frequente” della rete. L’uso dal lavoro è, ovviamente, un po’ più concentrato nei “grandi centri”, ma anche da questo punto di vista le differenze sono diminuite.

Vediamo, anche in questo caso, un confronto con otto anni prima.


“Utenti” internet per grandezza di centri
1999-2007

Percentuali su totale “utenti” – numeri di abitanti in migliaia

centri

Rispetto al 1999 si è attenuato il predominio delle città – e l’uso della rete è aumentato nei centri “medi” e “piccoli”.

Ci sono ancora forti differenze in base all’età.


“Utenti” internet per età
Percentuali

eta


Una “leggenda” coltivata per molto tampo da chi non conosce l’internet è che l’uso della rete sia sempre stato diffuso soprattutto fra i giovani o “giovanissimi”. Non è vero. Solo recentemente (dal 2003) c’è stato un maggiore afflusso di età inferiore ai 25 anni.

Il segmento tradizionalmente più forte (25-44 anni) è ancora oggi la metà delle persone online. Una fascia più estesa di adulti, dai 25 ai 54 anni, è il 65 % del totale (84 % nel caso dei collegamenti dal luogo di lavoro).

Rimane ancora molto debole la diffusione della rete fra gli anziani, ma si cominciano a notare piccoli segni di miglioramento (naturalmente non è facile capire quanto ciò dipenda dall’afflusso di persone anziane che decidono di collegarsi o dall’invecchiamento di chi era già in rete anni fa – ma, anche se non numerose, ci sono persone con più di settant’anni che imparano per la prima volta a usare l’internet e dimostrano di saperlo fare con abilità non inferiore a quella dei giovani).

Anche in questo caso si notano alcune differenze fra l’uso “domestico” e quello “dal lavoro”.


“Utenti” internet per età
Percentuali

eta

Mentre i giovani si collegano più spesso da casa, l’uso dal luogo di lavoro è prevalentemente di persone “adulte”.


Vedi l’allegato per alcuni confronti internazionali.

A questo proposito vedi anche la pagina
riguardante l’internet nell’analisi su
I vecchi, l’informazione e la comunicazione
.

Nelle analisi riguardanti l’Unione Europea
ci sono alcuni confronti internazionali
in base all’età.




L’analisi per “titolo di studio” conferma le tendenze già rilevate negli anni scorsi.


“Utenti” internet per livello scolastico
Percentuali

titolo di studio

Un notevole cambiamento era avvenuto fra il 1998 e il 1999, con una maggiore diffusione della rete nei livelli “medi”. L’evoluzione continua, ma senza “grossi” cambiamenti in periodi brevi. Quasi due terzi delle persone online (il 70 % nel caso dell’uso “frequente”) hanno un livello scolastico medio-superiore o universitario.

Vediamo un confronto fra il 1999 e il 2007.

“Utenti” internet per livello scolastico
1999-2007

Percentuali su totale “utenti”

titolo di studio

C’è stato un allargamento, ma rimane la concentrazione verso i livelli scolastici più alti. (I dati più recenti tengono conto della “laurea breve” e perciò non sono totalmente confrontabili a quelli del 1999).

Le differenze fra l’uso domestico e quello dal luogo di lavoro sono facilmente spiegabili.


“Utenti” internet per livello scolastico
Percentuali

titolo di studio

Le persone con un livello educativo più basso svolgono più spesso attività di lavoro in cui non è necessario o rilevante l’uso della rete. Inoltre l’uso “domestico” è diffuso fra i giovani che non hanno ancora completato il loro percorso scolastico.

Nelle analisi riguardanti l’Unione Europea
ci sono alcuni confronti internazionali
in base al livello scolastico.

Un quadro analogo risulta dall’analisi in base al reddito.


“Utenti” internet in base al reddito
Percentuali

reddito

Si conferma che la situazione tende a equilibrarsi. Ormai non c’è più un distacco rilevante nella penetrazione della rete fra i livelli “medi” e “alti”. Da questo punto di vista il quadro è analogo nell’uso “frequente”.

Anche in questo caso vediamo un confronto fra il 1999 e il 2007.


“Utenti” internet in base al reddito
Percentuali

reddito


È aumentata la diffusione nei redditi “medi” e anche un po’ nelle fasce più basse.

Queste sono le differenze fra l’uso da casa e dal lavoro.


“Utenti” internet in base al reddito
Percentuali

reddito

Come per il livello scolastico, è comprensibile una maggiore concentrazione nel redditi più alti dell’uso della rete dal luogo di lavoro.

Vediamo ora l’analisi per professione o attività.


“Utenti” internet per tipo di attività
Percentuali

professioni


Si conferma un allargamento nell’uso della rete a categorie più ampie, con una notevole diffusione fra gli impiegati e gli insegnanti.

La categoria “studenti” dopo una fase statica nel 2004-2005, sembra di nuovo in aumento. C’è qualche sviluppo, ma su scala ancora molto limitata, nella presenza online delle “casalinghe”.

Le differenze fra l’uso da casa e dall’ufficio sono ovvie, con un maggior uso della rete per motivi di lavoro da parte di imprenditori, dirigenti,professionisti, impiegati.e insegnanti, come vediamo in questo grafico (limitato alle persone che hanno un’attività di lavoro diversa dalla gestione domestica).


“Utenti” internet per tipo di lavoro
Percentuali

professioni


Le “persone che lavorano” sono il 67 % di quelle che usano l’internet (l’87 % se si comprendono gli studenti). Chi svolge un’attività “di ufficio” rappresenta il 44 % di tutte le persone che usano la rete, l’80 % di quelle che si collegano dal luogo di lavoro.




Un altro dato interessante è la conoscenza dell’inglese.


Conoscenza dell’inglese
Percentuali

inglese


Con l’allargamento a categorie culturali ed economiche più ampie è ovvio che diminuisca la percentuale di persone online che pensano di “sapere bene” l’inglese (ma non si rileva una diminuzione di quelle che dicono di capirlo “così così”). Comunque la conoscenza della lingua internazionale rimane molto più alta fra gli “utenti” dell’internet che nella popolazione in generale.

 
Vedi La Torre di Babele
e Chi ha paura di sapere l’inglese?.
 

Nel corso degli anni è molto aumentata la disponibilità di materiale in italiano nell’internet (vedi dati internazionali).




Continua a crescere la presenza delle donne in rete. Sembrava che ci fosse un rallentamento nel 2003-2005, ma si rileva un nuovo sviluppo negli ultimi due anni.


% di donne in rete
(Percentuale sul totale “utenti internet” in ciascuna categoria)

donne

Alla fine del 2003 le donne risultavano essere il 41 % delle persone che si collegano all’internet in Italia. Due anni più tardi sembrava che la percentuale non fosse aumentata – mentre nei periodi precedenti c’era stata una continua crescita. Nel 2007 si è arrivati al 43 %. Nel 2006-2007 si è rilevato il 55 % di donne fra le “nuove” persone online. Non si è ancora ragiunta la “parità”, ma la crescita è notevole rispetto al passato.

Nell’uso “frequente” (ultimi sette giorni) la presenza femminile era più bassa (33 % nel 2000, 39 % nel 2003) ma ora è aumentata (42 %) anche in base a questo criterio.

Sette o otto anni fa sembrava che in Italia fosse più alta la percentuale di donne fra le persone che si collegano dal posto di lavoro; poi è aumentato l’uso dell’internet da casa – e ora sembra che la situazione sia vicina all’equilibrio. Nell’uso da scuola (50 % femminile) la parità è raggiunta.

In un allegato si trovano alcune analisi
della presenza online di uomini e donne
secondo i vari parametri demografici.
Sono dati del 2002, ma il quadro delle differenze
può essere ancora considerato significativo.

Vedi anche La rete è femmina
e Le donne e la rete.

La percentuale di donne online è in continuo aumento in tutta l’Europa – e anche altrove nei paesi più evoluti, per esempio negli Stati Uniti. È probabile che nel medio-lungo periodo gli sviluppi internazionali contribuiscano a un’ulteriore evoluzione in Italia.

Nelle analisi riguardanti l’Unione Europea
ci sono alcuni confronti internazionali
sulla presenza di uomini e donne in rete.




Il prossimo grafico mostra come si suddividono le persone oggi collegate all’internet in Italia per “anzianità” nell’uso della rete.


Quando hanno cominciato a collegarsi
Percentuali sul totale di “utenti internet”

quando
Il dato non definisce numero di persone che erano collegate,
ma il livello di “anzianità” di quelle oggi online. Non è la stessa cosa,
perché non tutte le persone che cominciano a usare la rete poi continuano con regolarità.
 

Con una crescita meno veloce, ovviamente, diminuisce la percentuale di persone “nuove”. Se (un po’ arbitrariamente) considerassimo “esperte” le persone che sono online da tre o più anni... dovremmo constatare che da da tempo, ormai, non sono una minoranza. Oggi sono più dell’80 %. Quelle con cinque anni di esperienza sono due terzi del totale.

Continua a diminuire la percentuale di persone “inesperte” – e comunque non è molto ragionevole pensare che i “nuovi utenti” siano impreparati e facilmente manipolabili. Molte persone imparano in fretta (specialmente quelle che usano l’internet più spesso). Oltre l’80 % dei nuovi arrivati dice di basarsi, per orientarsi nella rete, soprattutto sull’esperienza di persone che sono da più tempo online.

Ci sono differenze, abbastanza ovvie, di “anzianità” fra chi usa l’internet da casa e chi si collega dal luogo di lavoro.


Quando hanno cominciato a collegarsi
Percentuali sul totale in ciascuna categoria

quando


L’uso dal lavoro era prevalente fino al 1999. Poi (come abbiamo visto nei grafici all’inizio di questa analisi) è cresciuto di più l’uso da casa. Comunque, nonostante un afflusso di “nuovi”, la presenza di persone con otto o più anni di esperienza è notevolmente più alta fra quelle che si collegano dal luogo di lavoro.

Un affusso relativamente basso di “nuove” persone che si collegano dall’ufficio riflette quella situazione di scarso sviluppo che si rileva nel dati generali di crescita (vedi i grafici nella prima parte di questa analisi). I motivi sono complessi e non facilmente definibili, ma questo è un sintomo di disagio, nell’uso della rete in varie categorie d’impresa e nell’assunzione di nuove persone in posizioni di responsabilità.




Il prossimo grafico riguarda la diffusione dei sistemi e delle risorse di informazione e di comunicazione in Italia nel 2005 rispetto al 2001 secondo uno studio del Censis pubblicato nel 2006.


Uso di risorse di informazione
e comunicazione in Italia

Percentuali su totale popolazione

risorse
 
La parte più scura delle barre rappresenta l’uso “abituale”.
In questo studio la definizione è “penalizzante”
per risorse di disponibilità meno frequente come i settimanali e i mensili.


Tutte le risorse sono in crescita, meno i quotidiani e i periodici, in declino da dieci anni. Perfino l’onnipresente televisione sembra avere un leggero aumento. Sembra esserci una recente crescita nella lettura “occasionale” dei libri.

L’ aumento più forte, come ampiamente noto, è nell’uso “frequente” del telefono cellulare, che è quasi raddoppiato. Ma in totale (compreso l’uso “meno abituale”) la crescita percentuale più elevata (+ 78 %) è quella dell’internet.

Anche questo studio conferma che l’internet ha una presenza ancora modesta, ma non più “marginale”, nel patrimonio di informazione e comunicazione degli italiani. Conferma inoltre che l’uso della rete non è sostitutivo, ma convive con l’utilizzo di altri strumenti. Le persone attive online sono quelle che leggono di più e usano più spesso altre risorse. C’è una forte divisione fra i “meno abbienti” di informazione e comunicazione (la cui risorsa dominante è la televisione) e chi ha un ambito culturale “più ricco” con una gamma estesa di strumenti. (Vedi Il paradosso dell’abbondanza).

Tutte le analisi confermano che l’uso dell’internet non sostituisce alcuno degli altri mezzi di informazione e di comunicazione. Ne può, in parte, diminuire la frequenza e la durata. Secondo questa ricerca del Censis (confermata anche da altre fonti) il tempo è sottratto di più alla televisione – e comunque l’influenza percepita della rete sull’uso di altre risorse è in diminuzione.


“Da quando uso l’internet uso meno...”
Percentuali

uso meno


Le risposte a una domanda come questa riflettono più spesso percezioni soggettive che comportamenti reali. Ma l’esperienza conferma che l’uso dell’internet sostituisce raramente (e diminuisce poco) la lettura dei libri e della stampa quotidiana e periodica.

Ritorniamo alla situazione generale degli strumenti di informazione e comunicazione. Secondo la stessa fonte, questo è un confronto fra uomini e donne nel 2005.


Uso di risorse di informazione
e comunicazione in Italia

Per genere
Percentuali sul totale in ciascuna categoria

uomini e donne
 
La parte più scura delle barre rappresenta l’uso “abituale”.
Come già osservato, in questo grafico e nei due seguenti
la definizione “abituale” è “penalizzante”
per risorse di disponibilità meno frequente come i settimanali e i mensili.


Non è una novità che “in media” le donne leggano più libri e settimanali, ma meno quotidiani, degli uomini. C’è ancora una differenza rilevante nel caso dell’internet, ma è in diminuzione: nel 2005 rispetto al 2001 la presenza femminile nell’uso “abituale” della rete è aumentata del 124 %, quella maschile del 57 %.

Vediamo ora la stessa situazione in base al livello scolastico. I dati finora disponibili dividono il totale solo in due categorie: persone “più istruite” (diploma e laurea) e “meno istruite” (licenza elementare e media).


Uso di risorse di informazione
e comunicazione in Italia

Per livello scolastico
Percentuali sul totale in ciascuna categoria

istruzione
 
La parte più scura delle barre rappresenta l’uso “abituale”


Con una sola e ovvia eccezione, quella televisiva, tutti gli strumenti sono più usati ai livelli più alti di istruzione. Nel caso dell’internet sembra che la differenza si stia accentuando: rispetto al 2001 l’aumento dell’uso “abituale” fra i “più istruiti” è del 90 %, mentre è il 66 % fra i “meno istruiti”. Questo può sembrare in contrasto con quanto rilevato da altre ricerche (allargamento ai livelli “medi”) ma occorre ricordare che in questa analisi il livello “medio inferiore” è accomunato con quello elementare, in cui l’uso della rete è quasi assente.

Un altro confronto, basato sulla stessa fonte, distingue solo tre livelli di età: “giovani” (dai 14 ai 29 anni), “adulti” (30-64) e “anziani” (65 e oltre).


Uso di risorse di informazione
e comunicazione in Italia

Per età
Percentuali sul totale in ciascuna categoria

eta'
 
La parte più scura delle barre rappresenta l’uso “abituale”


È credibile che fra i giovani la frequenza d’uso del telefono cellulare abbia superato (per la prima volta nel 2005) quella della televisione. Mentre è diminuita, rispetto al 2001, la lettura “non occasionale” di libri nelle età inferiori ai 65 anni. La lettura di quotidiani e periodici è un po’ diminuita in tutte le categorie. L’uso “abituale” dell’internet cresce notevolmente rispetto al 2001 a tutte le età, ma di più fra gli adulti (+ 96 %) e fra i giovani (+ 90 %) che fra gli anziani (+ 40 %) la cui presenza in rete rimane scarsa (specialmente ai livelli di istruzione meno elevati) come confermato anche da altri studi.

Nel già citato studio del Censis pubblicato nel 2007, c’è un confronto con altri quattro paesi europei. In questo grafico vediamo una sintesi delle differenze più rilevanti. (Da atre fonti risulta che la situazione dell’Italia non è migliorata, rispetto agli altri paesi, negli anni seguenti).


Uso di risorse di informazione
e comunicazione in cinque paesi

Percentuali sulla popolazione

5 paesi


Si conferma una preoccupante debolezza dell’Italia nell’uso dei più validi strumenti di informazione e approfondimento: i libri, i giornali e la rete. Non solo nel confronto fra “grandi paesi” dell’Europa occidentale, ma anche rispetto a molti altri di paragonabile sviluppo.

Si conferma anche, come già osservato (e come è sempre stato indicato da ogni sorta di studi sull’argomento), che l’uso dell’internet è più diffuso, e più frequente, in quelle aree geografiche, nazionali, regionali, demografiche, sociali e culturali in cui è più ampia la gamma di risorse – e, in particolare, c’è l’abitudine della lettura.




Ancora una volta l’analisi dei dati disponibili dimostra che l’evoluzione della rete è in continua e reale crescita – ma non con un “moto uniformemente accelerato” (come dicevano i profeti della “crescita esponenziale”). Ci sono rallentamenti, oscillazioni e discontinuità determinate dal quadro culturale e dalle scelte e dal comportamento delle persone. L’Italia ormai è entrata nel mondo delle reti, non più con un nucleo relativamente piccolo di persone particolarmente interessate, ma con una diffusione in strati sociali e culturali sempre più ampi. Anche se a livelli ancora modesti rispetto a quelli dei paesi più avanzati.





Alcuni confronti internazionali
(Unione Europea)

 
Per evitare un ingombro eccessivo
i confronti del numero di persone online
con altri paesi dell’Unione Europea
si trovano in un documento separato

Unione Europea




ritorno
ritorno all’inizio
della pagina



Altre analisi di dati

mondo     Europa     grandi comunita'
                        Mondo                                                     Europa                           Comunità linguistiche




indice
indice della sezione dati


Homepage Gandalf
home